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Imu e Irpef, stangata sui siciliani ma le aliquote restano da definire
di Michele Giuliano

Quasi tutte le amministrazioni hanno deliberato in Giunta ma ancora manca la ratifica in Consiglio comunale. L’allarme dei Caf: cittadini disorientati. Chiesto uno slittamento al 31 dicembre

Tags: Imu, Irpef



PALERMO - Si avvicina la scadenza della terza rata dell’Imu, il 17 dicembre, ma è già caos. A lanciare l’allarme è la consulta dei Caf secondo cui mancano ancora le delibere dell’88 per cento dei Comuni in Italia.

In Sicilia la tendenza è la stessa: quasi tutte le amministrazioni hanno deliberato in giunta ma ancora non è stata ratificata la decisione in consiglio comunale a cui spetta la parola definitiva sulle aliquote. La tendenza comunque in tutti i Comuni siciliani è quella di aumentare Irpef e Imu sulla seconda casa al massimo consentito (per il primo 0,8 per mille e per secondo 10,6 per mille). Tra i capoluoghi si sono orientati così Palermo e Agrigento, dove già il civico consesso ha ratificato l’ok al rialzo che quindi è diventato realtà.

Per il resto tutto resta ancora in alto mare. I Caf sono altresì preoccupati per il lavoro dei centri di assistenza che potrebbe diventare più difficile, perché è probabile che la maggior parte dei contribuenti si concentri verso gli ultimi giorni disponibili per pagare l’imposta. Preoccupa anche il contenuto della norma generale che concede ai cittadini, dopo la scadenza del 30 novembre, 90 giorni di tempo dal verificarsi della variazione per presentare la dichiarazione Imu. Secondo i Caf è facilmente intuibile che la mancata individuazione di una data unica, entro la quale effettuare l’adempimento e termini così ristretti, non consentirà una adeguata informazione ai contribuenti interessati con la ovvia conseguenza di veder proliferare contestazioni, accertamenti e sanzioni.

La Consulta dei Caf ha inviato, nelle scorse settimane, a tutti i Comuni una precisa richiesta al fine di ottenere le delibere e i regolamenti approvati nonché eventuali altre informazioni che consentissero di anticipare e agevolare l’inserimento delle aliquote per il calcolo del saldo, la stampa dei modelli di versamento e la consegna al cittadino. A oggi hanno dato seguito alla richiesta il 18 per cento delle amministrazioni. Per tutte queste ragioni, i Caf chiedono di prevede uno slittamento al 31 dicembre 2012 per il saldo senza applicazione di sanzioni.

Anche Confedercontribuenti chiede una proroga, addirittura al 15 gennaio 2013, ravvedendo nel caos che si è venuto a creare “una violazione dello Statuto dei Contribuenti e questa volta la responsabilità è duplice: da una parte, il Governo centrale non ha ancora approvato il modello per redigere la dichiarazione, e dall’altra l’82 per cento dei Comuni non ha deliberato le aliquote da applicare. E’ grave, perché il pagamento dell’Imu a saldo richiede l’esborso di somme rilevanti sia per le famiglie che per le imprese”. Secondo Confedercontribuenti, “una delle norme fondamentali dello Statuto del Contribuenti riguarda la certezza della norma e degli adempimenti, ma chi ci governa fa finta di non saperlo. Se l’Italia muore di tasse non può certo stare dietro anche nell’incapacità di chi governa di determinarli nei tempi e con le modalità corrette”.

Sembra un coro unanime: da una parte i sindaci dicono che gli aumenti sono “inevitabili a causa dei minori trasferimenti da parte di Stato e Regione”, dall’altra le forze di opposizione in consiglio comunale parlano di “mala gestione negli ultimi anni delle finanze del Comune”. Questi dialoghi sono pressocchè identici un po’ in tutti i Comuni siciliani. L’ultima rata Imu va versata entro il 16 dicembre in misura pari al 50 per cento dell'imposta totale dovuta. L'imposta viene calcolata applicando le relative aliquote Imu del Comune di competenza.
 
Anche in questo caso va sottolineata una differenza con l'Ici che, viceversa, determinava la seconda rata a saldo dell'imposta per l'intero anno applicando le aliquote e le detrazioni dell'anno con possibilità di conguaglio rispetto all'importo versato con la prima rata. Da sottolineare il fatto che il legislatore ha modificato la ripartizione tra la prima rata e tutte le altre: queste ultime vanno calcolate utilizzando le aliquote comunali in conguaglio alla prima rata. Il versamento Imu è regolamentato dal legislatore nell'articolo 9 del D.Lgs. n.23/2011 in cui viene anche specificato che il versamento dell'imposta è dovuto per l'anno solare in proporzione alla quota e ai mesi di possesso dell'immobile.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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