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Quotidiano di Sicilia

Augusta, elettricità e biometano con l’impianto che utilizza alghe
di Giuseppe Solarino

Il progetto, denominato BioWalk4BioFuels, è stato finanziato dall’Ue: ottiene energia dalla lattuga di mare. Tra un mese l’inizio della produzione, nel 2013 il carburante per l’autotrazione

Tags: Augusta, Biometano



AUGUSTA (SR) - Si sono riuniti presso la sede della Confindustria di Siracusa i partners italiani ed internazionali partecipanti al progetto BioWalk4Biofuels. Detto progetto prevede la realizzazione nella rada di Augusta del primo impianto algale per la produzione di energia elettrica e biometano. Vi prendono parte 9 Università e Istituti di Ricerca internazionali nonché aziende private Italiane e straniere. Il progetto è coordinato da Silvano Simoni e Andrea Cappelli del dipartimento ICMA - Università La Sapienza di Roma coadiuvati da una equipe di esperti nello studio delle alghe dell’università di Catania e del CONISMA (COnsorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del MAre) e da ricercatori esperti nello studio della biologia, della chimica, dell’ ingegneria meccanica e da esperti e manager rappresentanti di partners privati.

Il progetto è stato finanziato con il VII programma quadro della UE per la ricerca scientifica europea in tema di energia rinnovabile, anno 2009, il quale investe per il progetto 3 milioni di euro al quale si somma un finanziamento privato di 1 milione di euro.

L’impianto, ubicato nella rada di Augusta, in località Pantano Danieli, occupa circa 800 mq a terra e 5.000 mq di specchio acqueo, concessi dal Demanio marittimo per la realizzazione del progetto, ed è oramai quasi completo. Tra un mese, l’impianto dimostrativo Biowalk4Biofuels inizierà la produzione di energia elettrica e a febbraio del 2013 inizierà a produrre biometano, biocarburante da utilizzare per l’autotrazione.

L’esecuzione del progetto di ricerca coinvolge circa 50 persone tra ricercatori e tecnici specializzati e per la costruzione dell’impianto di Augusta sono state coinvolte anche delle imprese locali. Le alghe utilizzate sono quelle caratteristiche del nostro mare quali l’ulva lactuga, più conosciuta come “lattuga di mare”, coltivata in vasche galleggianti.

Il progetto di ricerca ottimizzerà le pratiche di coltivazione algale al fine di poterne garantire la produzione finalizzandola alla fito-depurazione delle acque marine e alla produzione di energia rinnovabile. Silvano Simoni ha dichiarato che: “Il progetto mira a dimostrare in ambito europeo che è possibile trasformare un problema locale quale è la eccessiva presenza di sostanza organica disciolta in mare per cause antropiche, che spesso favorisce l’eutrofizzazione, in risorsa, quale è l’energia elettrica ed il carburante biometano”.

Tramite il progetto Biowalk4Biofuels si riusciranno a combinare positivamente, le ottime potenzialità di irraggiamento solare siciliano con la presenza eccessiva di sostanza organica disciolta in mare. A differenza di tanti altri progetti pilota sulle alghe, il progetto BioWALK4biofuels integra le conoscenze biologiche e ingegneristiche dei partners, e riesce ad utilizzare al massimo rendimento la biomassa algale autoctona, già presente naturalmente nel nostro mare. Elio Di Lella, presidente di Ecoil, ha dichiarato che: “Possiamo dire che è un primo esempio di bioraffineria marina. Nei prossimi 18 mesi l’impianto funzionerà in varie condizioni operative, in modo da poter giungere ad una applicazione industriale anche su scale più grandi con risultati garantiti”.

Articolo pubblicato il 01 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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