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Quotidiano di Sicilia

Occupazione in Sicilia, nuovo picco negativo
di Claudia Calì

Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia nei primi sei mesi del 2012 si è registrato un -2,6% rispetto al 2011. Il calo è da attribuire alla componente maschile: per le donne invece si registra un incoraggiante +3,9%

Tags: Lavoro, Occupazione, Disoccupazione



PALERMO - Non è certo una novità assoluta e tanto meno una sorpresa, ma i dati sull’occupazione in Sicilia, nel primo semestre 2012, hanno toccato un nuovo record negativo: meno 38 mila occupati, la più alta riduzione registrata in Italia. Seppur il dato si collochi in un panorama nazionale e internazionale caratterizzato da una profonda crisi economica, la Sicilia dimostra di risentire maggiormente del difficile momento congiunturale. Sventagliano i nodi di questa dinamica gli analisti della sede palermitana di Banca d’Italia attraverso un rapporto dettagliato che denuncia gli effetti di un trend negativo in corsa da più di un quinquennio. Secondo Giuseppe Arrica, direttore della Banca d’Italia di Palermo, “l’economia dell’Isola patisce pesantemente condizioni strutturali di forte svantaggio”. Ed è evidente nei dati relativi al mercato del lavoro: in base agli elementi forniti dall’Istat gli occupati sono diminuiti del 2,6 per cento rispetto al primo semestre 2011. Il calo è da attribuire esclusivamente alla componente maschile (-0,6 per cento), a fronte di una crescita di quella femminile (+3,9 per cento). La diminuzione ha, inoltre, interessato sia il lavoro autonomo (-2,3 per cento) che quello dipendente (-2,7 per cento).

Osservando poi per fascia d’età, la popolazione tra i 15 ed i 64 anni fa registrare un tasso di occupazione del 41,6 per cento, al di sotto della media nazionale di ben 15 punti percentuali. La contrazione degli occupati ha riguardato tutti i settori ma principalmente edilizia e industria che fanno registrare un calo complessivo del 7,9 per cento, minore per gli occupati nelle altre attività dei servizi con una riduzione del 2,9 per cento.

L’unico segnale positivo, seppur debole, è stato registrato nella crescita di lavoratori (+1,2 per cento) in alberghi, ristoranti e nel commercio. In contemporanea nuovi e vecchi disoccupati fanno traboccare il serbatoio dell’offerta di lavoro (e di forze lavoro disponibili) inferendo sul tasso di disoccupazione che nel primo semestre 2012 raggiunge quota 19,4 per cento, uno dei più alti d’Italia. Era del 14,6 per cento il dato registrato nel primo semestre 2011. Il tasso di disoccupazione segna così un incremento di 4,8 punti percentuali, livello che non si raggiungeva dal 2003.

Non potevano, infine, mancare effetti sul numero di persone in cerca di occupazione. Nei primi sei mesi del 2012 – si evince dal report di Bankitalia - aumentano di 91 mila unità (+36,6 per cento) le persone in cerca di occupazione. I due terzi possiedono precedenti esperienze e la restante parte è alla ricerca di una prima occupazione. Una ricerca che nell’isola si fa sempre più difficile, se consideriamo che le imprese industriali siciliane hanno registrato una riduzione del 50 per cento degli ordinativi e del loro fatturato, mentre l'incertezza delle prospettive economiche ha rallentato la propensione all'investimento: per oltre un terzo delle imprese la spesa effettiva, nel 2012, sarà inferiore a quella programmata. Si prevede l’adozione della stessa politica aziendale per tutto il 2013.
 

 
In crescita il numero di ore di Cig: in nove mesi +58,4%
 
Politica di riduzione delle spese per le industrie, crisi del settore edile, a causa di un consistente calo del numero di ore lavorate, e dinamica sfavorevole del reddito reale disponibile delle famiglie siciliane, con penalizzazione per il settore commerciale, sono tutti fattori che hanno determinato l’aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali. Il 23 per cento delle imprese, inoltre, dichiara una previsione di chiusura dell’esercizio 2012 in negativo. Tremano imprenditori e soprattutto i lavoratori che si trovano in numero sempre maggiore nella condizione di cassa integrati. Nell’Isola, infatti, aumentano le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate (Cig): nei soli primi nove mesi di quest’anno hanno fatto registrare un incremento del 58,4 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2011. Si è ridotta la componente ordinaria (-13,9%), mentre è raddoppiato il ricorso ad interventi straordinari e in  deroga (105,7%). Il 40 per cento delle richieste è provenuto dal commercio e dal settore dei servizi, circa un terzo dall’industria meccanica con interventi più che raddoppiati in entrambi i casi.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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