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Quotidiano di Sicilia

Frodi creditizie e furto d’identità. In Sicilia registrati ben 991 casi
di Gaia Perniciaro

L’Osservatorio del Crif dà i numeri del 2012 e mette in guardia i consumatori: ci sarà un picco a Natale. Boom di eventi (29,9%) tra gli under 30 con crescita del 36,2% rispetto al 2011

Tags: Frodi Creditizie, Crif



PALERMO - Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identità ed il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, in Italia si conferma avere dimensioni di assoluto rilievo.

In effetti, dalle elaborazioni prodotte da CRIF nell’ambito della nuova edizione dell’Osservatorio sui furti di identità e le frodi creditizie, risulta che questo genere di crimini non accenna minimamente a diminuire e nel primo semestre 2012 sono stati intercettati oltre 9.000 casi, dato oltremodo preoccupante visto che nello stesso semestre il rapporto tra il numero di frodi creditizie e il numero di linee di credito erogate risulta cresciuto del +17,9% rispetto al primo semestre 2011.

“In Italia, le frodi creditizie si confermano essere in costante ed inesorabile crescita, – spiega Beatrice Rubini (Direttore Personal Solutions & Services di CRIF) - ma purtroppo non aumenta  parallelamente la consapevolezza di questo fenomeno criminale tra i consumatori. Per altro, i dati dell’Osservatorio dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d’identità e dalle frodi creditizie. Essere consapevoli dell’esposizione dei propri dati personali sul web potrebbe rappresentare il primo passo  per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità”.

Entrando nel dettaglio delle singole forme tecniche, su base nazionale i prestiti finalizzati continuano ad essere presi particolarmente di mira dai frodatori, con un’incidenza dell’82,4% sul totale dei casi (+5,4% rispetto al 2011). Si è invece registrata una significativa diminuzione dei casi registrati sulle carte di credito a saldo (-35% rispetto al 2011).
Per quanto riguarda le fasce d’importo, rispetto al passato emerge una forte crescita delle frodi di importo inferiore ai 1.500 € (+45,4%).

Nel 70% dei casi il documento utilizzato per richiedere credito a nome altrui è stato una carta di identità totalmente falsa, che non presentava una numerazione congruente al comune di emissione della stessa. Nel 5% dei casi, invece, il truffatore ha utilizzato un documento apparentemente valido nella numerazione, ma non riconducibile alla vittima. Negli altri casi, invece, il documento utilizzato risultava smarrito o rubato, oppure era clonato e riportava  gli stessi dati del documento originale della vittima.

Altro dato allarmante che emerge dallo studio riguarda i tempi di scoperta della frode (tempi di detection), che si confermano essere piuttosto lunghi: 1 frode su 2, infatti, viene intercettata dopo oltre un anno dal’evento, mentre le frodi creditizie scoperte dopo più di 5 anni sono cresciute del 44% rispetto al recente passato.

Aumentano anche le frodi scoperte dopo più di un mese, ma entro i 6 mesi dall’erogazione (+27%). Tale dato è riconducibile al fatto che spesso la frode viene scoperta dai consumatori a fronte delle prime azioni di sollecito o di recupero dei crediti seguenti ai primi mancati pagamenti del finanziamento erogato.
 


La provincia di Palermo al 5° posto assoluto in Italia
 
Analizzando la ripartizione delle frodi per regione l’Osservatorio CRIF mette in evidenza come 991 casi siano stati registrati in Sicilia, che si posiziona al quarto posto in Italia, dietro Campania, Lombardia e Lazio: si tratta fondamentalmente delle stesse regioni che anche nel I semestre 2011 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica.
Entrando maggiormente nel dettaglio, la provincia di Palermo si colloca al quinto posto assoluto a livello nazionale, con 245 casi totali, seguita a ruota dalla provincia di Catania con 229 casi ma, soprattutto, un incremento del +37% rispetto al I semestre 2011.
Più distanziate Messina (142 casi), Trapani e Siracusa (entrambe con più di 90 casi). In regione la classifica è chiusa da Agrigento (58 casi), Ragusa (57), Caltanissetta (48) ed Enna (26), ma con quest’ultima provincia che fa registrare un incremento record, addirittura con un +66% rispetto ai primi 6 mesi del 2011.
I motivi principali per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità sono molteplici: la facilità per i criminali ad accedere a informazioni personali e riservate altrui attraverso documenti cartacei o in formato digitale, la quasi certezza per i frodatori di non incorrere in rischi e/o sanzioni particolarmente severe, la difficoltà degli istituti di credito nel verificare la rispondenza dei dati e, soprattutto, la scarsa conoscenza del problema tra i cittadini con  la conseguente difficoltà di tutelarsi adottando comportamenti virtuosi o adeguati sistemi di protezione.

Articolo pubblicato il 29 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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