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Quotidiano di Sicilia

Strisce blu a Palermo e Catania. Gli automobilisti non ci stanno
di Michele Giuliano

Nel capoluogo di regione riaperti i termini per partecipare alla class action contro il Comune. A Catania alcuni consiglieri rilevano presunti vizi di illegittimità per gli stalli a pagamento

Tags: Palermo, Parcheggi, Strisce Blu, Catania, Class Action



PALERMO - Parte una nuova controffensiva contro le strisce blu in Sicilia. Ed a tenere banco sono Palermo e Catania, ma anche nel resto dell’Isola le polemiche non mancano, dal più piccolo dei paesi alla metropoli.

A Palermo sono stati riaperti da “Noiconsumatori” i termini per avviare la class action. A disposizione tre avvocati, Manuela Lo Cascio, Emanuele Amoroso e Andrea Treppiedi, che presteranno la loro professionalità in maniera completamente gratuita. “Per avviare l’azione collettiva – precisa il presidente di Noiconsumatori, Roberto Sauerborn - è necessario affrontare delle spese vive, come i contributi unificati da versare, gli accessi agli atti con relative estrazione di copie di documenti. Per andare avanti si dovranno affrontare queste spese e tutti assieme dobbiamo farci carico se vogliamo far ritirare l’illegittimo balzello del pizzo blu”.
 
Il termine per aderire alla class action scadrà il prossimo 3 dicembre. “Dopodichè, sulla scorta delle adesioni totali, - aggiunge Sauerborn -avremo contezza di quanto dovrà essere il contributo necessario che ciascuno di noi dovrà versare che sarà comunicato durante un’assemblea pubblica che programmeremo a breve per le adesioni e in ogni caso prima del Natale e durante la quale sarà comunicata l’articolazione legale della class action”.

La stima iniziale del costo vivo della class action, secondo Noiconsumatori, che sarà diviso tra tutti gli aderenti è di 2 mila e 600 oltre accessori di legge. L’organizzazione di categoria oramai da anni porta avanti questa battaglia sostenendo che il Comune di Palermo non avrebbe ancora operato il rimborso dei 40 mila assegni per le Ztl annullate dal Tar Sicilia nel 2008 perché l’ente non si è mai dotato, a tutt’oggi, di un Piano Urbano del Traffico e per cui anche le attuali strisce blu sono nulle e illegittime. Nell’ambito della class action Noiconsumatori ha intenzione di chiedere un rimborso da ben mille euro per ogni cittadino.

A Catania la lotta è sulla stessa lunghezza d’onda anche se in termini diversi. I consiglieri comunali Bartolomeo Curia, Puccio La Rosa e Francesco Montemagno, chiedono chiarezza sulla situazione dei parcheggi a pagamento gestiti dalla Sostare. Secondo i consiglieri le strisce blu a Catania sono realizzate in assenza dei necessari presupposti e probabilmente illegittime: “Dopo mesi di studio e di richieste di chiarimenti – precisano i consiglieri - abbiamo acquisito una risposta dall'Ufficio del traffico Urbano del Comune sconcertante e fortemente allarmante. Con la nota numero 36.172, infatti, il direttore pro tempore della direzione traffico urbano afferma che nessun atto relativo alla delibera di Giunta Municipale del dicembre del 1995, ossia quella che individua i perimetri dove allocare le cosiddette strisce blu, risulta essere in possesso degli uffici comunali. Uffici che, nella stessa nota, dichiarano non conoscere i presupposti su cui è stata determinata tale perimetrazione”.
Due questioni quindi ampiamente aperte e che aspettano ancora chiarezza e risposte per i consumatori.

 
A Palermo una sentenza del giudice di pace può fare giurisprudenza

Per configurare la situazione palermitana si può prendere in esame una sentenza che spalanca la porta ai ricorsi di coloro che sono stati multati per avere parcheggiato senza tagliando sulle strisce blu a Palermo. La convenzione fra il Comune e l'Amat è scaduta nel 2008 e nessun atto amministrativo è intervenuto per prorogarla. Non si tratta solo di una contravvenzione annullata. La sentenza del giudice di pace di Palermo rischia di fare giurisprudenza e innescare i ricorsi di tutti coloro che sono stati multati per avere parcheggiato senza tagliando sulle strisce blu. L'avvocato Daniela Pibiri ha sostenuto, e il giudice le ha dato ragione, che la convenzione fra il Comune e l'Amat è scaduta nel 2008 e nessun atto amministrativo è intervenuto per prorogarla. Come scrive il giudice, all'articolo 8 della convenzione è stato “disposto ed espressamente ribadito che la gestione ha validità sino al 31/12/2008 e potrà essere prorogata alla scadenza”. Il problema è che leggendo il testo completo dell'articolo 8 non è espressamente scritto che ci sono stati rinnovi. Dunque per il legale è lecito ipotizzare che, in mancanza di una comunicazione dal palazzo di città, la convenzione sarebbe stata tacitamente prorogata. Ma ciò non basta.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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