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Palermo - Servizi alla Stazione centrale, un’odissea per molti lavoratori
di Gaspare Ingargiola

L’Usb propone una nuova contrattazione. Silenzio da Grandi Stazioni, irreperibile la coop. Tirreno. Mensilità arretrate e Cassa integrazione in bilico, un percorso simile alla Gesip

Tags: Palermo



PALERMO – I lavoratori che si occupano dei servizi della Stazione centrale di Palermo (per intendersi, pulizia bagni, deposito bagagli ed altri) “sono in cassa integrazione da gennaio e rischiano di essere licenziati”. L’allarme è lanciato dall’Usb Trasporti di Palermo, il sindacato che in questi mesi è stato più vicino alle sorti dei lavoratori. Salvatore Alfano, sindacalista dell’Usb, fa sapere che “i lavoratori a gennaio 2012 sono finiti in cassa integrazione, con turni di 30 giorni a mezzo stipendio l’uno. Ciò significa che alcuni di loro sono indietro di una mensilità, altri di 7-8”.

Tutto inizia nel 2008, quando la Cooperativa compartimentale Pluriservizi, che si occupa, appunto, dei servizi in stazione, cede il testimone alla Cooperativa Tirreno, che ha stipulato un contratto con le Ferrovie dello Stato. Nel 2012, 84 degli operatori della Tirreno passano ad un’altra cooperativa, che si occupa, tra le altre cose, della pulizia nei palazzi di Rfi. Oggi, dei restanti 40 operatori, 33 rischiano il posto. Secondo uno dei dipendenti, che preferisce non essere nominato, “da mesi siamo stati messi in mobilità senza neanche saperlo, se non dall’Ispettorato del Lavoro. Dal primo di ottobre siamo ‘licenziati con proroga’, a un passo dal licenziamento vero e proprio”.

Il percorso è identico a quello della Gesip: la crisi dell’azienda, la cassa integrazione annunciata ma mai arrivata, i ritardi che si sommano ai ritardi nella querelle economica e burocratica tra la Regione e il Governo. “I lavoratori hanno ottenuto una deroga della Cig fino a gennaio 2013 – spiega Alfano - poi sarà disoccupazione, con uno Stato assente e una Regione finora in tilt. Speriamo nella nuova Giunta Crocetta”. Che, in effetti, si è subito mossa per ottenere dal ministero del Lavoro i fondi per la Cig. In questi giorni il prefetto di Palermo dovrebbe convocare una prima riunione con i sindacati per distribuire gli ammortizzatori sociali giunti da Roma alle partecipate degli enti locali. Poi dovrebbe toccare alle aziende in difficoltà, tra cui la Tirreno.

L’Usb Palermo propone una nuova negoziazione dei contratti, in modo da destinare alcuni lavoratori al pre-pensionamento, mentre per altri potrebbe prefigurarsi la soluzione della mobilità interna grazie a un contratto unico del trasporto pubblico locale. A Palermo le grandi opere in cui sono coinvolte le Fs non mancano: dal tram al passante ferroviario dall’aeroporto a Cefalù, al completamento dell’anello ferroviario per la metropolitana leggera. “Gente che ha 25-30 di servizio, a 55-60 anni che cosa dovrebbe andare a fare?”, si chiede disperato il dipendente.

Difficile ottenere un commento da Fs. Alcune risposte lasciano interdetti. “Ah, perché, alla Stazione centrale c’è una protesta?”. “E cos’è la Cooperativa Tirreno?”. Certo, il gruppo Fs è grande e le competenze diverse e distaccate. Dopo un lungo palleggio tra Ferservizi, Trenitalia e Rfi, tutte società del gruppo, si scopre che il contratto della Cooperativa Tirreno è siglato con Grandi Stazioni. “Ma non con Gs di Palermo. Noi ci occupiamo solo dei controlli qualità. Provi con l’ufficio contratti di Gs a Roma”, spiega un dirigente. Ma al telefono della Grandi Stazioni di Roma per ore risponde soltanto una musichetta d’attesa, la sigla del programma televisivo “C’è posta per te” di Maria De Filippi. E la Tirreno? Il numero della sede palermitana risulta inesistente.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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