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Palermo - Prevenzione dopo il disastro. Scusate, ma è troppo tardi
di Antonio Leo

La Polizia municipale ha sottoposto a sequestro tre immobili abusivi

Tags: Palermo



PALERMO – Come sempre, l’alba del giorno dopo la tragedia serve per trovare il responsabile, così da liberare le coscienze di quanti avrebbero potuto, ma non hanno fatto nulla per prevenire il disastro. In via Bagolino, comunque, si cerca di soppesare colpe e responsabilità. Come abbiamo scritto ieri, la Procura di Palermo ha prontamente aperto un’inchiesta per disastro colposo. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto quei due piani costruiti abusivamente su uno dei due edifici. Il Codacons ha chiesto ai giudici palermitani di “predisporre i controlli necessari ad accertare le responsabilità penalmente rilevanti, in merito alla tragedia avvenuta tra il 17 e il 18 dicembre”.

“Si potrebbe configurare - tuona il Codacons in una nota - un’ipotesi di reato di cui all’art. 328 Codice penale a carico della Regione siciliana, della Provincia di Palermo, della Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali e del Comune di Palermo, oltre che i reati di disastro colposo, concorso in strage e violazione del Codice del paesaggio e dell’omissione di lavori in edifici o costruzioni che sono a rischio crollo. Molti edifici e immobili di Palermo risultano infatti essere fatiscenti, poco stabili e quindi pericolosi. Ad aggravare la situazione, che vede omissioni nella cura e manutenzione di tali strutture da parte dei privati, è la noncuranza da parte degli enti pubblici davanti una città che rischia di cadere a pezzi”.

Il sindaco chiede a gran voce ai cittadini di denunciare gli abusi. Va benissimo, ma appelli come questo andrebbero fatti sempre e non a tragedia consumata. Così come i controlli. È bastata una sola giornata alla Polizia del Capoluogo per scoperchiare alcuni illeciti nascosti “sotto il tappeto” di una città dove l’edilizia continua a essere soggetta all’anarchia. La Municipale ha sottoposto a sequestro tre immobili abusivi, uno ubicato a Cardillo, un altro nel tratto cittadino della provinciale per Bellolampo soggetta a vincolo paesaggistico ed un terzo ad Altarello per violazione dei sigilli. I proprietari ed i committenti dei lavori edilizi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria perché sforniti di concessione edilizia e nulla osta del Genio civile. Probabilmente notizie come questa potrebbero essere all’ordine del giorno. Ma, si sa, in Sicilia affinché si intervenga c’è sempre bisogno almeno di un cadavere.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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