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Ardizzone: “Non entro il 23 dicembre, ma faremo i tagli”
di Raffaella Pessina

Le parole del presidente dell’Ars nell’incontro di fine anno con i giornalisti. Ardizzone promette adeguamento a L. 213/12, pur in ritardo

Tags: Ars, Giovanni Ardizzone



PALERMO - Conferenza stampa ieri pomeriggio a Palazzo dei Normanni per il consueto scambio di auguri tra il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ed i giornalisti.
È stata l’occasione naturalmente per alcune dichiarazioni fatte dal presidente e che hanno riguardato soprattutto il contenimento della spesa e per la riorganizzazione della macchina amministrativa.

“Da un colloquio avuto con il segretario generale che è la massima espressione dei dipendenti di questa Assemblea, abbiamo concordato la riduzione dei costi anche per quanto riguarda il personale” – ha detto Ardizzone – “Se si possono togliere le indennità di funzione, si toglieranno”.

Ed ha proseguito ventilando l’ipotesi di togliere la figura del segretario generale aggiunto.
Sempre per quanto riguarda il personale Ardizzone ha aggiunto che “Non verranno toccati gli stipendi di base ma si procederà a ridurre le direzioni e tutto ciò che comprende un costo aggiuntivo”. Il presidente ha reso noto di aver disposto “un’ulteriore riduzione del 15% di tutti i costi relativi al personale”, e ha sottolineato: “Non c’è il termine del 23 dicembre, ma avremo come punto di riferimento ugualmente il Decreto Monti, al quale ci adegueremo senza deroghe”.

Nell’ambito del rapporto tra gli uffici istituzionali e la stampa è stato deciso che vi sarà libero accesso a tutti i locali del piano parlamentare, nonché è stata stabilita la pubblicizzazione degli atti del consiglio di presidenza. - “Taglieremo i contributi alla Fondazione Federico II – ha proseguito Ardizzone – anche perché quest’anno la Fondazione ha incassato un milione e 600 mila euro con i biglietti degli ingressi, ma l’attività della Fondazione va di certo incentivata. In fase di predisposizione del bilancio non so quanto resterà perchè anche quest’associazione si trova nella tabella H. Non so se resteranno 600 mila euro. In via cautelativa dico che dimezzeremo il contributo del 50%”.

Sulle questioni politiche Ardizzone ha detto che “è una legislatura particolare, con tre minoranze in aula, non una maggioranza, maproprio per questo dobbiamo comprendere che vanno votati i singoli provvedimenti, altrimenti non faremo lunga strada”. “ Necessita un’urgente riorganizzazione complessiva della macchina istituzionale”. Per Ardizzone, “c’è un campanello d’allarme forte, o ci rendiamo conto che siamo in uno stato di emergenza oppure la nostra esperienza -ha concluso- non arriverà alla fine del 2013”.

“Confermo che non mi sposterò di una virgola dal decreto Monti. Potrei dire che attuerò domani stesso il decreto legge, ma ci siamo attivati sull’applicabilità o meno della legge di stabilità. Leggendo la norma ci sono alcune norme del decreto Monti che fanno riflettere. Ad esempio potrebbero anche passare i cinque anni prima dell’applicabilità e dunque prima di far passare i primi tagli alla spesa. Quindi potremo non applicarlo. Il rischio ci sarebbe, sono però determinato a procedere quanto prima, e penso che il consiglio di presidenza non si tirerà indietro soprattutto per quanto riguarda il taglio alle indennità”.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Ardizzone, presidente dellArs
Giovanni Ardizzone, presidente dellArs