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Palermo - Gestione del servizio idrico, è scontro fra Comune e Aps
di Luca Insalaco

Oggetto del contendere il ritardo, definito “inaccettabile”, per la stipula del contratto di servizio. L’azienda minaccia azioni legali in seguito alle scelte fatte da Palazzo delle Aquile

Tags: Palermo, Servizio Idrico, Acqua, Amap, Aps



PALERMO - Si inasprisce lo scontro in ordine all’affidamento della gestione dei servizi idrici ad Acque potabili siciliane. La società che si è aggiudicata la gestione del Servizio idrico integrato nell’Ato 1 minaccia ora di adire le vie legali “a tutela dei propri interessi”, nonché di sospendere la presa in carico dei Comuni. Motivo, il ritardo “inaccettabile” nella stipula del contratto di servizio tra la società torinese, l’Ato e Amap, come modificato e approvato dalla Conferenza dei Sindaci del 9 luglio scorso.
“Ritardo – accusa Aps - ulteriormente aggravato dalla recente posizione del Consiglio comunale di Palermo che, riaprendo la trattativa, ha avanzato richieste insostenibili”.

Il passaggio al gestore privato è stato oggetto di aspre critiche di associazioni e forze politiche. La Terza Commissione consiliare di Sala delle Lapidi, infatti, il mese scorso ha approvato un documento sottoscritto da tutti i capigruppo e dalle organizzazioni sindacali, con lo scopo di “ristabilire il ruolo dell’Amap in città” nella gestione del servizio idrico e di fissare alcuni paletti volti a salvaguardare il futuro dell’azienda di via Volturno. La prima modifica all’articolato della bozza di contratto riguarda il corrispettivo per la vendita dell’acqua all’ingrosso che l’ex municipalizzata deve fornire ad Aps, prezzo fissato dalla Conferenza dei sindaci, alla quale tra l’altro il Comune risultava assente dagli attuali 0,61 a 0,24 euro. “Una differenza di 0,37 che - si legge nella delibera approvata dall’Assemblea - costituisce una perdita per Amap e un disequilibrio con le tariffe applicate dagli altri gestori di gran superiori.

L’altro punto critico dell’accordo è quello che vede il raddoppio della tariffa idrica da 1,17 a 1,34 euro al mc, un incremento che corrisponde alla somma che l’Amap dovrà corrispondere ad Aps per il miglioramento della rete. Non ha poi rasserenato gli animi la partecipazione del rappresentante dell’amministrazione comunale alla Conferenza dei sindaci di cui sopra, nel corso della quale questi ha disatteso il voto dei consiglieri, contrari all’approvazione dell’aumento tariffario.
Ore le nuove “linee guida”dettate dal Cda di Aps che considerano come “prioritario la sospensione della presa in carico dei comuni, il contenimento dei costi, ivi inclusi quelli relativi al personale, e l’adozione di adeguate azioni legali a tutela degli interessi della società”.
 

 
Nuovo Cda. Ottenere una maggiore efficacia
 
PALERMO - Contestualmente all’annuncio delle contromosse, anche legali, che intende adottare, il Cda di Acque potabili siciliane ha approvato un nuovo assetto del governo della società, allo scopo di dare “maggiore efficacia alla propria azione”. Armando Quazzo, già consigliere di Aps, si occuperà delle aree relative al Personale, Approvvigionamenti, Organizzazione e Sistemi informativi, mentre Flavio Grozio, attuale direttore finanziario di Acque potabili, si occuperà delle aree relative all’Amministrazione, Finanza, Controllo, Gestione clienti e Legale per quanto di competenza. Angelo Schiavone, invece, avrà la supervisione dell’Area tecnica e gestionale.
“Con la nuova squadra - è stato il commento del presidente di Aps, Nicola Piazza - la società sarà in grado di coinvolgere maggiormente gli Enti di pianificazione e controllo del territorio per superare l’attuale fase di stallo e migliorare i risultati tecnico-economici del servizio”.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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