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Quotidiano di Sicilia

Nearme, ciò che ti sta intorno in un'app
di Antonio Leo

Antonio Virzì, ceo della startup: “Ci differenziamo dai competitors per i servizi che offriamo ai grandi brand”. È un applicazione che permette di individuare negozi e altri luoghi di interesse nelle proprie vicinanze

Tags: Startup, Nearme, Antonio Virzì, App, Iphone



LONDRA – Immaginate di trovarvi in viaggio, magari a New York, avete poco tempo e vi serve sapere senza girare per ore qual è il ristorante più adatto ai vostri gusti. Ecco, se avete uno smartphone e l’applicazione “Nearme” il problema è presto risolto: basta localizzarsi per essere informati in tempo reale su tutto quello che vi circonda. L’idea di offrire un simile servizio in formato mobile non è venuta a qualche saputello studente di Harvard, ma a un giovane siciliano, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna. Si tratta di Antonio Virzì, ingegnere informatico di 38 anni, laureato presso il locale Ateneo in Robotica e sistemi adattativi.
 
Appassionato di tecnologia, a un certo punto del suo percorso professionale voleva dare sfogo a un’altra sua grande passione: il cinema. Così si trasferisce a Londra nel 2005 con il sogno di creare una casa di produzione cinematografica. Ma durante la permanenza oltremanica, avviene un fatto che per un giovane in cerca di fortuna apre nuove opportunità: l’Apple lancia quello che di lì a poco sarebbe diventato uno dei dispositivi più venduti nella storia della tecnologia, ovvero l’Iphone. Un marchingegno che, come sappiamo, ha aperto la strada a una serie di mercati collaterali, in primis quello delle App. Ma facciamo un passo indietro.
 
Nel 2007 Antonio lancia Yeerp, un’azienda che lavorando con gli operatori telefonici offre i cosiddetti servizi Vas (servizi a valore aggiunto), come il download dei giochi, delle suonerie e vattelappesca sui vecchi telefoni pre iPhone. In realtà il mercato era parecchio ostico da penetrare, come spiega Virzì, “in quanto gli operatori Italiani facevano ‘cartello’ e avevano tariffe da strozzini”. Ma poi arriva il telefonino griffato con la mela. “Quello cambia tutto in quel settore – ci spiega Antonio da Londra -. Di colpo un ragazzo dal chiuso della propria stanza può creare applicazioni e servizi visibili in tutto il mondo, quando prima dovevi essere un’azienda con milioni di dollari di investimenti (e non sto esagerando)”. L’affare, insomma, è dietro l’angolo: un’estate a studiare come sviluppare programmi per Iphone e in poco tempo Yeerp si trasforma in Yeerp Nearme, e alla fine solo Nearme (“più pulito”, come diceva Sean Parker nel film The Social Network a Mark Zuckerberg, invitandolo a eliminare il “the” davanti a “facebook”). Nel 2009 Nearme arriva sul mercato, “quando ancora neanche Foursquare era nato e Groupon in Europa non sapevamo cosa fosse”.
 
Ma in Italia ancora “startup” era una parola ostrogota, e solo pochi investitori erano in grado di prevedere il boom delle aziende innovative. Armi, bagagli, risparmi: è giunta l’ora di andare in Inghilterra. Nel 2010 nasce Nearme Global limited in Uk, una società che oggi conta circa 15 dipendenti. Anche la Cnn si è accorta di loro ed è stata incoronata “Top travel App”, cioè tra le migliori applicazioni da viaggio.

Come descriveresti Nearme?
“Nearme è un servizio ‘Location based’, ovvero un servizio di geo-localizzazione di attività commerciali e luoghi di interesse, che funziona in tutto il mondo. Di base, quindi, lo usi come strumento che ti aiuta a scoprire nuovi luoghi da visitare, specialmente quando viaggi. In aggiunta a questo servizio di base, abbiamo col tempo sviluppato servizi commerciali per le imprese, come i coupon e le promozioni. La prima demo di mobile couponing la presentammo al Mwc (Mobile world congress) di Barcellona, nel 2010, quando ancora il servizio era Yeerp NearMe”.

La vostra applicazione permette di trovare esercizi commerciali e quant'altro nei pressi del luogo in cui un utente si localizza.  Esistono altre applicazioni simili alla vostra e se sì in che cosa vi differenziate?
“Oggi ormai ci sono molti servizi simili sul mercato, fatti da competitor molto importanti come Google, Yelp, Foursquare e via discorrendo. Nearme si differenzia per i servizi ai grandi brand, che nessuno al momento copre. In Uk abbiamo 27 grandi catene già registrate, con 2-3 nuovi brand che si aggiungono ogni mese. In Italia abbiamo invece lanciato Vodafone ad Agosto e contiamo di spingere sul mercato italiano da quest’anno. Inoltre stiamo continuando a sviluppare servizi per le aziende, come la Loyalty, che posizionano Nearme in maniera molto diversa dalle aziende che ho citato prima”.

Siete presenti su tutti i dispositivi mobile o solo su iPhone?
“Oggi siamo presenti su iPhone e stiamo sviluppando sul Blackberry. Android seguirà a ruota quest’anno. In ogni caso tutti i servizi sono anche presenti e fruibili dal nostro sito www.getnearme.com, dal quale puoi trovare attività, offerte, stampare i coupon e avere gli sconti. A inizio febbraio lanceremo novità importanti per il mercato siciliano, e in particolare catanese”.

Quanti download avete ricevuto ad oggi?
“Abbiamo superato i 300.000, con più di 11.000 download mensili, senza ancora aver lanciato campagne di marketing, ma solo con il passaparola”.

Qual è il vostro modello di business? Come riuscite a rientrare negli investimenti?
“Da subito abbiamo iniziato a vendere i servizi alle piccole aziende e ai brand. Il fine di Nearme non è prendere un finanziamento privato, è fare business. Oggi non definisco neanche più Nearme una startup, bensì un'azienda (seppur piccola e instabile) che sta sul mercato perché vende i propri servizi”.

Il vostro mercato è principalmente italiano o avete una parte consistente del vostro business all'estero?
“Oggi è Italia e nel Regno unito”.

Qual è la vostra struttura?
“Abbiamo ancora Yeerp Snc che opera in Italia e Nearme global limited che opera in Uk (Ltd.). Le sedi sono Catania e Londra, ma abbiamo anche una base a Milano ed una a Roma”.

Quali sono gli obiettivi per il 2013?
“Riassumendo, superare il milione di utenti solo su iPhone, lanciare le altre piattaforme Mobile, superare i 100 Brand in UK ed avviare il mercato Italiano in maniera più strutturata”.

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonio Virz
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