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Palermo - Gesip, nuova ricetta di Orlando. Dipendenti trasformati in vigili
di Gaspare Ingargiola

Dopo il rigetto della liquidazione, non c’è ancora una via certa per la società comunale. La contromossa del sindaco e il progetto Seme per una “holding” delle partecipate

Tags: Palermo, Gesip



PALERMO – La contromossa che non ti aspetti. Giovedì è andata in scena l’ennesima puntata della saga Gesip e anche questa volta ha riservato sorprese. Al tavolo tecnico tra Giunta e sindacati, convocato a Palazzo Galletti, a piazza Marina, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha portato la sua ricetta per salvare i dipendenti della municipalizzata: riqualificazione professionale e inserimenti nei quadri amministrativi della Polizia municipale. La proposta rappresenta una novità nella strategia di piazza Pretoria. Per salvare il personale Gesip, finora la Giunta aveva puntato essenzialmente sulla cassa integrazione in attesa della formazione della nuova società consortile che dovrebbe inglobare anche gli operai della società di via Maggiore Toselli.

Una strategia che, dopo mesi di tira e molla, nelle ultime settimane ha subito più di un intoppo. Infatti, se da un lato la richiesta di altri quattro mesi di cassa integrazione è stata presentata il 4 gennaio e non resta che portare avanti il dialogo con Governo e Inps, dall’altro lato l’accorpamento della Gesip alla Seme, la ‘Servivi Metropolitani – società consortile a responsabilità limitata’ - non è così scontato come sembrava in un primo momento. A complicare le cose hanno concorso due fatti: i rilievi sollevati dal segretario generale e dal ragionere generale sulla natura commerciale della partecipata e il rigetto dell’istanza di messa in liquidazione che Palazzo delle Aquile aveva presentato al Tribunale fallimentare. Il parere negativo dei due dirigenti comunali, più volte smentito dall’Amministrazione, riguarderebbe il divieto, per legge, che una stessa società svolga sia servizi strumentali, ossia rivolti alla pubblica amministrazione e non ai cittadini, sia servizi di pubblica utilità. Un rilievo di natura tecnica che andrà risolto nelle prossime settimane.

Più pesante la questione finanziaria della società. La Gesip è, di fatto, fallita. Gli operai sono in Cig e il 7 gennaio il Comune ha presentato al Tribunale fallimentare l’istanza di dichiarazione di stato di insolvenza e l’avvio della procedura fallimentare. Contestualmente, la Giunta al completo si è opposta all’ipotesi della nomina di commissari statali, come già accaduto per l’Amia. Due giorni dopo, però, il Tribunale fallimentare ha rigettato l’istanza: la Gesip non si può mettere in liquidazione perché “la natura di organismo di diritto pubblico rivestita dalla società ne impedisce l'assoggettabilità alla disciplina del fallimento. Questa circostanza esclude, altresì, che la società possa essere sottoposta ad altra procedura concorsuale”.

I giudici hanno inoltre rilevato notevoli carenze nella documentazione presentata dal liquidatore, Giovanni La Bianca. Un richiamo che ha scatenato le ire del sindaco sul liquidatore, al punto da “incaricare immediatamente l'Avvocatura comunale di esaminare la situazione determinatasi e ciò al fine di esperire ogni azione a tutela dell'Amministrazione e a garanzia dei diritti dei lavoratori, per accertare e far valere in ogni sede competente eventuali responsabilità con riferimento alla gestione della Società”.

Tra l’altro, la sentenza del Tribunale si è fatta forte del parere positivo all’amministrazione straordinaria espresso dal ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera, che darebbe il via proprio a quella gestione commissariale che Orlando vorrebbe a tutti i costi evitare. Perché farebbe naufragare prima della nascita il progetto Seme. Adesso il destino della Gesip sembra tornato nelle mani del Comune e l’idea dell’impiego dei dipendenti, oltre che nelle canoniche mansioni (cimiteri, impianti sportivi, canile, canali per il maltempo, spiagge e litorali, fiume Oreto, siti e uffici comunali, verde urbano, cantieri) siano impiegati come vigili urbani potrebbe essere la svolta.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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