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Quotidiano di Sicilia

Regione, per Sicilia e-servizi 450 mila euro di affitto l’anno
di Raffaella Pessina

Vinciullo (Pdl) chiede l’intervento del presidente Crocetta e dell’assessore Bianchi. Cordaro (Pid): “Il Dpef solo un elenco di dati Istat sul Pil”

Tags: Regione Siciliana, Ars, Dpef



PALERMO - Mentre l’Ars discuterà nella seduta d’Aula di oggi  pomeriggio la costituzione della commissione Antimafia è proseguita ieri quella sul Dpef. La Conferenza dei capigruppo ha stabilito anche che nella seduta di domani vi sarà l’esame delle mozioni sulle trivellazioni petrolifere nella Valle del Belice e off shore, mentre il 6 e il 7 febbraio si svolgerà l’ attività ispettiva e il 28 febbraio la discussione dei rigassificatori.

Calendarizzato inoltre il ddl per la riforma delle Province per la seduta parlamentare del 6 marzo (e non febbraio). Ieri in commissione Affari istituzionali è stato ascoltato il presidente dell’Unione delle province, Giovanni Avanti. “è un passo importante - ha detto il capogruppo della Lista Musumeci, Santi Formica -. C’è condivisione da parte dei gruppi per approvare la riforma in tempi rapidi. Rispetto al decreto Monti, noi proponiamo il mantenimento delle attuali nove Province, riducendo il numero di assessori e consiglieri e tagliando gli stipendi col trasferimento dalla Regione agli enti di una serie di competenze”. Tornando alla seduta di ieri, il documento di programmazione è stato bocciato da molti gruppi. Nino D’Asero del Pdl,  ha fatto notare che molti aspetti che riguardano lo sviluppo della Sicilia sono assenti dal documento; Francesco Scoma, capogruppo Pdl, ha detto in Aula che si  aspettava qualche provvedimento almeno per le tre grandi emergenze siciliane: crollo del settore delle costruzioni, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili. “Ci aspettavamo venissero presi impegni importanti, ma non è stato così”.  

Il presidente del Pid Totò Cordaro ha definito il documento “insufficiente, una mera elencazione di dati Istat sulla flessione del Pil. Un Dpef deficitario in riferimento ad alcune voci sulle quali la Sicilia si attende risposte importanti. Ad esempio la eliminazione delle partecipate. Nicola Leanza, capogruppo Udc, ha detto che sono basilari per la Sicilia la crescita, il rigore e l’equità, criteri che non ritrova nel documento preparato dal Governo che appare totalmente insufficiente. Giancarlo Cancelleri, capogruppo Movimento 5 stelle,  ha bocciato il documento ed ha annunciato che il suo gruppo non lo voterà ed uscirà dall’Aula. Critiche anche da Nello Musumeci che ha definito il documento una delusione ed una finzione il dibattito in Aula.   

Nel corso dell’audizione del presidente della Società Sicilia e-servizi, Antonio Vitale, in Commissione Bilancio, ieri è emerso che l’affitto della sede di Palermo, dove lavorano solo 11 persone, costa ai siciliani 450 mila euro all’anno: cosi’ in una nota il deputato regionale del Pdl Vincenzo Vinciullo, vicepresidente della commissione Bilancio dell’Ars. “Ad oggi -ha detto il vice presidente della commissione Vincenzo Vinciullo - la Regione, attraverso la sua controllata, ha sborsato e la somma di 2 milioni e 250 mila euro e di qui alla fine del contratto di affitto i locali costeranno ai siciliani 5 milioni e 400 mila euro. Al presidente Crocetta e all’assessore all’Economia -ha detto Vinciullo - chiedo d’intervenire immediatamente per dismettere l’immobile e assegnare un locale di proprietà della Regione alla Società Sicilia e Servizi”.  Salvino Caputo di Fratelli d’Italia ha presentato invece un’interrogazione per sapere le intenzioni del Governo in merito al futuro degli Enti Regionali e, in particolare, per quelli in liquidazione da oltre dieci anni e per conoscere se abbiano anche assunto consulenti esterni.

L’iniziativa scaturisce dalla notizia che risulterebbe – è scritto in una nota -  all’Ente Minerario Siciliano e all’ESPI (Ente siciliano per la promozione industriale), entrambi in liquidazione da 13 anni, la nomina di un consulente esterno (Mariangela Sartorio) quale commercialista per tenere la contabilità. Il parlamentare nell’atto ispettivo ha chiesto l’ammontare speso dalla regione per il pagamento dell’incarico esterno.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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