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Per ripartire, investire sulla tecnologia
di Nicola Digiugno

Forum con Antonio Giannone, segretario generale Cgil Caltanissetta

Tags: Antonio Giannone, Cgil, Caltanissetta



Quanti iscritti annovera la Cgil nel Nisseno?
“Il nostro sindacato può contare, complessivamente, circa 21 mila iscritti in tutta la provincia di Caltanissetta. Nel 2012, c’è stata una tenuta significativa del numero delle iscrizioni”.

Quale contributo può dare al territorio, il sindacato, nell’attuale momento di crisi?
“In una fase di crisi come quella che stiamo vivendo, tutt’altro che facile, una maggiore e particolare attenzione viene rivolta alle ipotesi di sviluppo. E non potrebbe essere diversamente. Se vivessimo in una fase di espansione, ci ritroveremmo a discutere di contrattazione, di aumenti salariali e miglioramenti. Così non è. Le priorità sono altre. Gli sforzi sono concentrati soprattutto verso la costruzione di percorsi di lavoro. La situazione non è esaltante. Da queste parti, c’erano aspettative notevoli sul Patto territoriale di Caltanissetta e sul Contratto d’area di Gela, dove la raffineria di Gela, all’inizio del 2011, aveva 1.400 dipendenti nel diretto e 1.200 nell’indotto.
Complessivamente 2.600 lavoratori. Circa 400, per accordi sindacali, saranno accompagnati verso la pensione. Nella stessa area, fra Niscemi, Gela, Butera sono oltre 4 mila i braccianti agricoli”.

Il costo del lavoro in Italia è più elevato rispetto ad altre nazioni?
“In Europa no, fuori dai confini europei sì. Dalle buste paga emerge soprattutto un problema di tassazione, che è cosa ben diversa dal valore del lavoro. Le due cose vanno distinte.
Nel contesto europeo, senza dubbio, il costo del lavoro dalle nostre parti non è molto alto. In alcuni settori della produzione l’incidenza della manodopera è alta, mentre la tecnologia è povera. Una situazione che induce un massiccio numero d’imprenditori a delocalizzare. Ma non tutto si può delocalizzare, perché bisogna tenere conto anche delle eccellenze”.

Qual è il problema di fondo?
“Il problema reale di questo Paese e dell’imprenditoria è principalmente uno. Purtroppo, non si è investito in tecnologia. Oggi, abbiamo un sistema d’imprese tecnologicamente arretrato, che punta ancora sul costo del lavoro.
La Germania, dove il costo del lavoro è alto, non sta investendo in settori dove la concorrenza è massima, ma in ambito ad alto tasso tecnologico dove la concorrenza è assolutamente bassa. Bisogna saper scegliere. La battaglia del sindacato è anche questa. Occorre guardare ad altri aspetti. Nel nostro territorio, in provincia di Caltanissetta, ha necessità di guardare ai modelli che privilegiano la tecnologia più avanzata, alla concorrenzialità rispetto ai grandi mercati.
In sostanza, se vuoi conquistare i mercati, devi essere in grado di proporre eccellenze. E in questo territorio non mancano. Ce ne sono, eccome, a cominciare dal settore alimentare. Dobbiamo puntare sulle cose che sappiamo fare, che facciamo bene. Occorre prestare attenzione anche alle infrastrutture, non è possibile farne a meno. Qui le infrastrutture mancano”.

Negli ultimi anni, diverse imprese si sono allontanate dal territorio o hanno chiuso i battenti. Perché?
“Credo che, prima di tutto, sia necessario cambiare la mentalità del sistema imprenditoriale, dell’investimento mirato ad ottenere risorse pubbliche. Qualche imprenditore ha ottenuto finanziamenti per qualche anno, poi è andato via. Se non voltiamo pagina, in questo senso, le prospettive saranno tutt’altro che rosee.
Noi possiamo fare gli accordi più importanti, possiamo puntare alla realizzazione d’infrastrutture all’avanguardia e alle migliori capacità di collegamento con i mercati, ma tutto diventa inutile se non c’è un sistema d’impresa che scommette”.
 
Su quali fronti intende impegnarsi, la Cgil, a breve scadenza?
“La priorità numero uno è quella di portare avanti i progetti che sono già stati previsti dagli accordi, sostanzialmente siglati, che non possono arenarsi. Bisogna spingere affinchè vengano realizzate quelle infrastutture ritenute fondamentali per il nostro territorio. Notevole importanza assume il completamento del raddoppio della Statale 640 Agrigento-Caltanissetta, un’opera che per metà è stata già fatta.
Il sistema viario va rivisto, come quello ferroviario. E a tal proposito, ultimamente, ci siamo battuti affinchè il territorio della Sicilia centrale non venisse penalizzato e che, invece, fosse tenuto nella giusta considerazione. Nel rapporto con la Pubblica amministrazione, riteniamo di poter dire la nostra sul tema della gestione della spesa pubblica.
Comprendiamo che ci sono stati diversi tagli nei trasferimenti ai Comuni, ma non è possibile pensare che ciò possa gravare in termini negativi sulle popolazioni. Mi riferisco soprattutto ai servizi. Bisogna salvaguardare l’assistenza agli anziani, le mense scolastiche, i trasporti, pur comprendendo le difficoltà dei sindaci. Se parliamo di rifiuti, infine, non è possibile che in tutto il mondo siano una ricchezza, mentre qui no”.
 

 
Curriculum Antonino Giannone
 
Antonino Giannone, 62 anni, di Sommatino, da febbraio 2007 è  segretario generale della Cgil di Caltanissetta. Ha conseguito la maturità classica. E’ stato secondo dirigente sindacale a Santa Croce Camerina e, successivamente, ha lavorato nella Camera del lavoro di Comiso. Negli anni Ottanta è rientrato a Caltanissetta. Prima ha diretto l'Ufficio vertenze della Cgil, poi è stato segretario della Fiom, il sindacato dei lavoratori operanti nelle imprese metalmeccaniche. Nel 1986 è stato segretario generale degli edili. Dal 1986 al 1995, è stato presidente della Scuola edile e vicepresidente della Cassa edile. Dal 2000 si è occupato della categoria dei braccianti.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonio Giannone, segretario generale Cgil Caltanissetta
Antonio Giannone, segretario generale Cgil Caltanissetta



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