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L’Arpa a difesa della salute dei cittadini
di Francesco Sanfilippo

Forum con Francesco Licata Di Baucina, dirigente generale Arpa Sicilia

Tags: Francesco Licata Di Baucina, Arpa Sicilia



Che ruolo svolge l’Arpa?
“L’Arpa che è un ente che sta a metà tra la Sanità e l’Ambiente, si occupa della protezione di quest’ultima.
L’Agenzia fa prevenzione primaria e uno dei suoi problemi è di non far parte del Servizio sanitario nazionale. In questo caso, si dovrebbe riconoscergli tutta la normativa e gli istituti previsti dal decreto 502, incorporato nelle nuove norme sanitarie promosse dal ministro Balduzzi. Quest’adeguamento può costituire una svolta che il Governo regionale dovrebbe adottare. Un altro aspetto importante riguarda il rilancio dell’Agenzia”.

Come la si può rilanciare?
“L’Arpa Sicilia sconta problemi enormi per le difficoltà ambientali considerevoli che la Regione ha, come il chilometraggio delle coste, la fragilità del territorio, l’inquinamento di determinati siti industriali. Di recente, si è aggiunto il Muos, che è un sistema di telecomunicazione ad altissimo grado di sofisticazione”.

Può spiegare meglio il coinvolgimento dell’Arpa nella vicenda del Muos?
“Sul Muos l’Arpa non doveva agire ma fornire un parere. Occorre distinguere tra quelli che sono gli impianti attuali a quelli che li sostituiranno. Su quest’ultimo aspetto, l’Arpa ha dato un parere agli enti preposti alla tutela dell’ambiente. Inoltre, le nuove opere interesseranno un’area protetta sia come zona A sia come sito d’interesse comunitario. Il problema vero è costituito dalle antenne attuali, le cui emissioni sono monitorate dall’Arpa stessa, in particolare quest’ultima sta creando una rete fissa di monitoraggio attiva 24 h al giorno che controlla le emissioni provenienti dalla base. Dal protocollo che è stato firmato nel 2011 tra la Regione e lo Stato, è stato previsto che il Ministero stesso acquistasse delle attrezzature per il monitoraggio continuo che fossero in sinergia con quelle possedute dall’Arpa, ma che non sono state mai acquisite.
Il parere, poi, è stato dato sulla base del materiale che è stato fornito all’Agenzia nel 2011. In realtà, l’Arpa aveva suggerito delle prescrizioni da adottare in questo parere positivo. In particolare, si chiarivano delle problematiche, quali la vicinanza del Muos con l’aeroporto di Comiso, la dismissione delle antenne con un protocollo stilato appositamente e gli errori ipotetici di puntamento che potevano verificarsi”.

Quali sono le competenze che spettano all’Arpa e quali all’Asp in caso d’inquinamento come alla discarica di Bellolampo?
“Occorre distinguere perché sulle discariche esistono varie competenze, giacché alcune spettano alla provincia, altre all’Arpa, altre ancora all’Asp. Le competenze riguardanti la Salute toccano all’Asp, perché tutto ciò che concerne il patrimonio zootecnico o la sicurezza degli alimenti, è affidato alle aziende provinciali. Al contrario, l’inquinamento di aria, suolo e acqua è di competenza dell’Arpa, mentre la gestione della discarica dipende dalla provincia e dalla protezione civile. Tuttora, la discarica è monitorata perché può esserci inquinamento del suolo, perciò l’Arpa sta verificando un’area di 20 chilometri intorno al sito con un progetto specifico. Al momento, è stato accertato un solo sito inquinato da diossina, che portò ad agosto l’attuale assessore alla sanità, Lucia Borsellino, a emanare le ordinanze restrittive sul patrimonio zootecnico locale. A oggi, all’interno della discarica, la sicurezza è precaria ed è stato redatto un protocollo congiunto con la Provincia, nel quale sono emerse delle criticità. Così, la Regione è intervenuta, ordinando lo svuotamento del percolato dalle vasche sia all’interno della provincia di Palermo sia fuori”.
 
Quali difficoltà avete nella manutenzione?
“I nostri beni immobili nascono dalla divisione degli edifici tra i chimici e i medici, per cui i primi sono transitati all’Arpa, mentre i secondi sono rimasti alle Asp. Le nostre strutture si trovano negli edifici delle Asp, ma l’Arpa non può fare manutenzione, perché non ha i finanziamenti previsti dall’art. 20. In realtà, i tagli alll’Arpa sono meno sentiti rispetto ad un reparto ospedaliero. Eppure, i danni per la popolazione sono più gravi, poiché l’incidenza maggiore di un tumore in una zona, indica che i danni ambientali sono stati compiuti anni prima, cosa che non sarebbe accaduta in caso di controlli”.

Che tasso d’inquinamento hanno le principali città siciliane?
“La legge prevede non più di 35 sforamenti e finora Palermo ha delle difficoltà presso la via Di Blasi. Si tratta di un problema che può diminuire solo con una sinergia di vari fattori come il miglioramento degli impianti di riscaldamento e la diminuzione dei gas di scarico”.

Il monitoraggio dei poli industriali siciliani è continuo?
“I monitoraggi sono continui grazie alle centraline fisse e a quelle mobili. In realtà, le imprese hanno ottenuto l’Aia nazionale, cioè l’autorizzazione integrata ambientale, da parte del Ministero, ma a Siracusa, ad esempio, l’Arpa ha chiesto di rivedere tali autorizzazioni, perché occorrono degli interventi precauzionali L’Arpa, infatti, è un ente terzo sopra le parti ed è un organismo tecnico-scientifico, la cui affidabilità è notevole. Tuttavia, le sue strumentazioni vanno sicuramente aggiornate”.
 
Qual è il problema più grosso che l’Arpa deve affrontare?
“La Regione non ha emanato il decreto inter-assessorale previsto dalla legge che doveva assegnare all’Arpa parte dei fondi sanitari per lo svolgimento dei suoi compiti. Così, molti dipendenti in servizio all’agenzia, sono nella condizione di dipendenza funzionale, poiché i salari sono pagati dall’Asp, mentre le quote accessorie sono versate dall’Arpa stessa. Ciò non permette la sostituzione del personale che va in pensione, poiché l’Asp non lo rimpiazza. Perciò, l’Arpa ha perso 70 unità di personale che non sono state sostituite”.

A quanto ammonterebbe la pianta organica dell’Agenzia?
“La pianta organica dovrebbe essere composta sulla carta da 950 unità, ma ce ne sono in sevizio 350 e pochi di questi fanno parte dell’Arpa. Infatti, molti appartengono ai parchi, ai comuni, alle agenzie di altre regioni, o alla Regione o all’Asp. Perciò, esistono problemi critici di gestione, poiché ciascuno ha un contratto diverso dall’altro e ciò crea problemi di disparità di trattamento per lo stesso carico di lavoro. Il riordino amministrativo dell’Arpa s’impone”.

Chi dovrebbe realizzare tale riordino?
“Il riordino deve essere fatto dall’assemblea regionale con una legge ad hoc e il governo regionale dovrebbe metterlo in esecuzione. Inoltre, occorre fare transitare il personale dalle Asp locali all’Arpa, applicando la normativa statale che è più favorevole come organizzazione rispetto alla normativa regionale”.

Con un personale così ridotto, riuscite a far fronte al gran numero d’impegni che avete?
“L’Arpa ha un’organizzazione suddivisa in 9 dipartimenti provinciali e ha grossi problemi nella manutenzione delle attrezzature e degli edifici. Ci impegniamo al massimo”.
 

 
Curriculum Francesco Licata Di Baucina
 
Francesco Licata Di Baucina, nato a Palermo nel 1949, si è laureato in Giurisprudenza nel 1978. In seguito, coordina le attività nel Parco delle Madonie nel 1990. Nel 1998, è promosso alla carica di direttore di Aziende sanitarie, così che diviene Direttore Generale del complesso sanitario di alta specializzazione “G. Garibaldi” di Catania nel 2001. Lo stesso incarico è svolto presso l’Arnas di Palermo nel 2002. È divenuto direttore del parco delle Madonie nel 2009, mentre, oggi, ricopre il ruolo di direttore dell’Agenzia regionale Arpa.

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Licata Di Baucina, dirigente generale Arpa Sicilia
Francesco Licata Di Baucina, dirigente generale Arpa Sicilia