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Obbligo di Formazione-istruzione, la Regione annuncia lo stop
di Michele Giuliano

Dopo l’annuncio di Crocetta della sospensione dei corsi si ribellano enti, studenti e genitori. In ballo ci sono 3 mila studenti suddivisi in 200 corsi in tutto il territorio siciliano

Tags: Formazione, Lavoro, Rosario Crocetta



PALERMO - Mentre uno studente su cinque non completa il suo percorso di studi e i giovani senza lavoro sono uno ogni due, in Sicilia la Regione decide di dare un taglio anche ai corsi dell’Oif, l’obbligo di istruzione e formazione. In pratica si tratta di quei corsi, nell’ambito della formazione professionale, che sono stati studiati appositamente per recuperare quei giovani distratti dai banchi di scuola e per dar loro una formazione spendibile per il mercato del lavoro.

Dopo l’annuncio di ieri del governatore Rosario Crocetta si è innescata una polemica a distanza con il Confap Sicilia che è il collegio che riunisce gli enti cattolici che si occupano di formazione professionale nell'Isola: si tratta di Cnos-Fap, Congregazione Padri Salesiani; Ciofs-Fp, Congregazione Figlie di Marie Ausiliatrice; Endo-Fap, Congregazione dei Padri Orionini; Engim Sicilia, Congregazione dei Padri Giuseppini del Murialdo; ed infine il Cfp San Giovanni Apostolo.
 
“Nella drammatica disinformazione generalista e approssimativa, nei dati e nelle analisi, - sono le dichiarazioni al vetriolo di padre Antonio Lucente, presidente di Confap Sicilia - il presidente Crocetta fa un regalo alle mafie non permettendo ai giovani cittadini siciliani di trovare un futuro nel lavoro. Basterebbe guardare cosa succede in regioni dove la formazione professionale iniziale è stata sradicata come Campania, Calabria e Sardegna. Ad oggi, abbiamo sempre operato rispettando le regole e rimettendoci i nostri capitali pur di sopperire ai ritardi della Regione e garantire l'attività scolastica ai nostri giovani”.

E’ scosso il mondo della formazione siciliana dopo la decisione della Regione di non attivare i primi anni dei corsi Oif. Ad oggi gli enti aderenti a Confap Sicilia contano circa 3 mila allievi, distribuiti su oltre 200 corsi. Di questi giovani, oltre il 20 per cento è costituito da ragazzi che erano in dispersione scolastica perché non hanno portato a termine la scuola dell'obbligo. “Il tasso di occupazione complessivo dei giovani che portano a termine gli studi presso i nostri centri è pari al 50 per cento - dichiarano da Confap -, circa otto volto superiore alla media siciliana che, stando ai dati forniti dalla stessa Regione, è pari al 7 per cento”. “Siamo preoccupati e indignati - sottolinea padre Luigi Sansone, delegato regionale del Cnos-Fap -. Se il presidente Crocetta è a conoscenza di enti che hanno rubato ai poveri, faccia i nomi ed intervenga. Certamente non lo abbiamo fatto noi. Così operando, si creerà soltanto altra dispersione scolastica e si distruggerà il lavoro fatto in questi anni che ha visto migliaia di giovani trovare lavoro e dare un giusto orientamento alle loro vite”.

Domenica prossima sfileranno per le strade del centro di Palermo i rappresentanti, i lavoratori e gli studenti, assieme alle loro famiglie, dei corsi gestiti dagli enti cattolici aderenti al Confap Sicilia. L'appuntamento è alle 9.30 in piazza Croci, il corteo si muoverà fino a piazza Verdi. L’obiettivo è quello di far fare retromarcia al governo siciliano.



L’approfondimento. La protesta arriva anche in prefettura a Palermo
 
Nei giorni scorsi una delegazione composta da Cgil, Cisl, Uil, da lavoratori e famiglie degli allievi minori, è stata ricevuta in prefettura a Palermo dove è stata mostrata grande attenzione alle questioni rappresentate. Da più parti è stato detto: “Di chi è la responsabilità se mio figlio da quattro mesi non frequenta e per legge dovrebbe essere a scuola?”. “Per noi – scrive la Uil Scuola – è una domenica più che lecita a cui gli organi competenti devono dare una risposta. Questa domanda la vogliamo girare all'assessore regionale alla Formazione professionale Nelli Scilabra”. E’ stato presentato un documento di denuncia contenente tutte le criticità della filiera ed una sintesi a livello regionale del numero di corsi, allievi e lavoratori coinvolti nello stato di crisi. La protesta di lavoratori e studenti dell’Oif sarà allargata anche in altri Comuni della Sicilia dove è prevista l’installazione di uno stand informativo e la celebrazione di una Santa Messa. Il 12 marzo, invece, si terrà la conferenza stampa per la diffusione del documento di denuncia dello stato di crisi della Formazione professionale in Sicilia.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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