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Privacy sui siti della Pa. Il Garante richiama 10 Comuni
di Gianluca Di Maita

Previste sanzioni per la pubblicazione d’informazioni sulla salute dei cittadini

Tags: Trasparenza, Privacy



ROMA - Trasparenza sì, ma non esageriamo. Il Garante della privay ha richiamato i siti web di dieci Comuni italiani, segnalando il mancato rispetto della tutela dei dati personali inerenti allo stato di salute di determinati cittadini. Con alcune ordinanze, presenti online, i sindaci hanno dato ordine di immediato ricovero di alcuni cittadini indicando oltre al nome e il cognome, e altri dati personali, la patologia della quale la persona è affetta.
 
Ma non finsice qui: in alcuni casi addirittura le ordinanze erano consultabili liberamente semplicemente cercando su un motore di ricerca come Google gli estremi della persona in questione, giungendo così nell’archivio degli atti del Comune. Sono i cosiddetti dati “sensibilissimi”, che come tali devono essere tenuti con discrezione. Un comportamento, quello dei sindaci, considerato quindi illecito dal Garante, il quale ha ricordato che il Codice della privacy vieta espressamente, così come le linee guida sulla trasparenza online della Pa, che si faccia menzione di dati che indichino lo stato di salute della persona. Tra i provvide menti adottati dall’Autorità nei confronti delle amministrazioni comunali quello quindi di oscurare le pagine web contenenti la materia incriminata. Ma non solo, pure l’esortazione di attivarsi presso i responsabili dei principali motori di ricerca per fare in modo che vengano rimosse le copie web dei comunicati, delle ordinanze e di tutti gli atti aventi oggetto il ricovero per trattamento sanitario obbligatorio. 

“La sacrosanta esigenza di trasparenza della Pubblica amministrazione - ha commentato Antonello Soro, Presidente dell’Autorità - non può trasformarsi in una grave lesione per la dignità dei cittadini interessati. Prima di mettere on line sui propri siti dati delicatissimi come quelli sulla salute, le pubbliche amministrazioni, a partire da quelle più vicine ai cittadini, come i Comuni,  devono riflettere e domandarsi se stanno rispettando le norme poste a tutela della privacy. E devono evitare sempre di recare ingiustificato pregiudizio ai cittadini che amministrano. Oltretutto, errori gravi e scarsa attenzione alle norme comportano come conseguenza che il Garante debba poi applicare pesanti sanzioni”. L’Autorità procederà, infatti, ad avviare nei confronti dei Comuni interessati le previste procedure sanzionatorie per trattamento illecito di dati personali.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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