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Formazione, tutto da rifare. Si torna a parlare della 24/76
di Michele Giuliano

Convocato il tavolo tecnico dalla Regione: si vuol tornare a fondare il sistema sulla garanzia occupazionale. Si sconfessa così il lavoro del precedente governo e che regola l’attuale Avviso 20

Tags: Formazione, Lavoro, Nelli Scilabra



PALERMO - Scusate, abbiamo scherzato. Si ricomincia tutto da capo. Si potrebbe anche riassumere così l’esordio del tavolo tecnico convocato dall’assessorato regionale alla Formazione per affrontare le problematiche di un settore in grave difficoltà.
Nel confronto avuto con sindacati ed organizzazioni di categoria, l’assessore siciliano al ramo, Nelli Scilabra, ha annunciato che la riforma del settore si completerà partendo dalla legge 24/76, norma praticamente ignorata dal precedente governo nell’abolire il vecchio Prof (piano regionale dell’offerta formativa) per dare vita all’Avviso 20 attualmente in corso. In sostanza con questa affermazione tutta l’impalcatura del nuovo sistema viene messa in discussione. In primis perché l’Avviso 20 ha come parametri tutta una serie di parametri che puntano sull’efficienza e la qualità dell’organizzazione dei corsi di formazione e non sugli enti e la loro strutturazione.

La legge 24 del 1976 invece tutela in sostanza gli enti di formazione ed il suo personale, a cui viene garantita continuità occupazionale: “Dobbiamo invece puntare - ha sottolineato la Scilabra - sull’eliminazione delle inefficienze e della cattiva gestione, legare la formazione alle necessità del territorio, delle imprese, in stretta collaborazione con l’università e la scuola”.
 
L’assessore ha elencato tutti i punti sui quali ha intenzione di puntare per mettere in essere la riforma: si va dalla semplificazione e snellimento delle procedure amministrative, alla riforma dei meccanismi di accreditamento con la riduzione dei costi di gestione, monitorando l’affidabilità degli enti utilizzando meccanismi di severità verso chi non paga il personale: si è parlato poi di ristrutturazione i corsi dell’Oif, l’obbligo di istruzione e formazione, partendo dal costruire l’anagrafe scolastica per comprendere e intervenire contro la dispersione scolastica; infine la tutela dei lavoratori attraverso idonee misure e garanzie, recuperare e utilizzare gli esuberi provenienti dagli Enti, utilizzare l’Albo dei formatori come Elenco ad esaurimento e riqualificare il personale attraverso l’utilizzo del “Piano Giovani”.

Secondo il cronoprogramma d’intervento che si è dato lo stesso assessore si procederà lavorando su 4 tavoli: fabbisogni formativi; semplificazione amministrativa; Oif; garanzie dei lavoratori.

“Necessita – hanno sottolineato il Cub e Cobs Scuola – la creazione di una struttura regionale con caduta territoriale, che gestisca tutto il personale e le relative risorse economiche, che assegni il personale necessario e utile alle varie sedi della formazione professionale, controllando e gestendo il reale, razionale, fabbisogno di risorse umane. Serve poi una rivisitazione del ruolo degli enti, che essendo senza scopi di lucro dovrebbero agire solo per scopi sociali , quindi devono avere affidato solo il compito di indirizzo e verifica dell'intervento in termini di analisi sociale. Infine si deve legare sempre più la formazione alle imprese e alle reali necessità territoriali, relazionandosi anche con i Comuni”.
 


L’approfondimento. Tutti d’accordo sulla tutela dei dipendenti
 
“Ci sembra un ottimo punto di partenza”. Così si sono espressi sindacati e categoria in generale rispetto alla notizia data dall’assessore di volere tornare a fondare la formazione professionale sulla legge 24 del ’76.”Abbiamo chiesto con forza – si legge in una nota dell’Unione Lavoratori Liberi della Formazione professionale –l’attuazione di modifiche al sistema di erogazione delle anticipazioni tali da rendere regolare la corresponsione mensile delle retribuzioni. La formulazione di una proposta di modifica è già allo studio e verrà sottoposto all'attenzione del Dirigente Generale. Nell'ambito delle relazioni sindacali e del mondo della formazione professionale si aprono nuovi scenari e, in questo contesto, i lavoratori non saranno più semplici spettatori, ma soggetti attivi del cambiamento”. “Chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese? E’ in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?” sono le domande che si pone Giuseppe Milazzo, il coordinatore regionale dello Snals Confsal della Fp. “In Sicilia – aggiunge Milazzo - è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando lungaggini burocratiche”.

Articolo pubblicato il 21 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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