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Catania - Provincia: fare luce sull’attività. Chiesta un’ispezione al ministero
di Desirée Miranda

La verifica, sostenuta anche dal commissario straordinario, era stata bocciata dall’assemblea. Il presidente del Consiglio, Leonardi, ha scritto alla Ragioneria generale dello Stato

Tags: Catania



CATANIA - Sono tanti, anzi tantissimi, i problemi che deve affrontare la Provincia di Catania. Da quelli economici a quelli amministrativi. Dopo la pronuncia della Corte dei Conti e in particolare dalla commissione formata da Maurizio Graffeo, Anna Luisa Carra e Giuseppa Cernigliaro con cui sono state accertate “gravi irregolarità nella contabilizzazione delle somme imputate dall’ente provinciale ai “Servizi per conto di terzi” con ricadute sul calcolo dei saldi rilevanti ai fini del rispetto del vincolo di stabilità interno per l’esercizio 2010” e quindi lo sforamento del Patto nell’anno indicato, indagini importanti riguarderebbero anche il rendiconto finanziario del 2011 e il bilancio di previsione del 2012. A questo va aggiunto lo sforzo dell’amministrazione, alla fine dell’anno 2012, per chiudere il bilancio in accordo con i principi del Patto di stabilità, a rischio dopo l’ormai famosa sentenza Ifi per cui la Provincia è obbligata a pagare in solido 22 milioni di euro.

Per spalmare il debito negli anni era stato votato in un Consiglio straordinario domenicale un piano di risanamento che al momento è allo studio del ministero dell’Economia e della Finanza, ma che di certo, alla luce dei nuovi risvolti, dovrà essere rivisto.

“Tutte queste contestazioni – afferma il presidente del Consiglio, Giovanni Leonardi – legate anche a problemi burocratici di cambio della normativa dei principi contabili hanno una responsabilità politica dell’ex presidente Castiglione più che degli amministratori contabili. Le delibere sono firmate da lui”, spiega. Un argomento al centro di diversi ordini del giorno del Consiglio provinciale quello del debito, anche di quello dello scorso 21 marzo in cui il commissario straordinario, Antonella Liotta, è stato incaricato “di trasmettere tutti gli atti relativi alla pratica alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità amministrative e politiche”. Non solo. Al fine di “salvaguardare la collettività da un danno certo di tre milioni e 250mila euro, controdedurre sulla delibera numero 10 della Corte dei Conti sul rendiconto 2011 nelle sedi giudiziarie amministrative competenti”.

Una richiesta di verifica dunque per le ultime delibere. Bocciata invece la proposta del presidente Leonardi appoggiata dal commissario straordinario e dai consiglieri del gruppo Rivoluzione civile Antonio tomarchio, Giuseppe Branciforte e Giacomo Porrovecchio di chiedere un’ispezione ministeriale che riguardi gli ultimi cinque anni della vita dell’Ente provinciale etneo. Richiesta bocciata in Consiglio, ma che Giovanni Leonardi, in qualità di presidente del Consiglio provinciale, ha comunque inviato ieri mattina alla Ragioneria generale dello Stato.

“Credo che ci siano tutti i presupposti di incertezza che richiedono un intervento chiarificatore da parte dei tecnici del ministero su tutto ciò che è successo negli ultimi anni, perché sono convinto che il Consiglio ha lavorato bene e non ha nessuna responsabilità”, dichiara Leonardi.

Ma non solo i problemi economici colpiscono la Provincia. Recentemente infatti, all’Assemblea regionale siciliana è stata deliberate la rimodulazione degli enti provinciali in Consorzi di Comuni. In particolare poi, Catania, Palermo e Messina dovrebbero diventare città metropolitane. Cambierà tutto l’assetto organizzativo e gestionale. Basta con i presidenti, tutto sarà guidato da un commissario. Per gli enti come Catania, in cui il commissario c’è già, le cose sono un po’ diverse. Invece che attendere la scadenza naturale del mandato, mandato che non c’è perché l’incarico è su base nominale, verranno sostituiti immediatamente. Quando avverrà il passaggio non è ancora chiaro. “Non sappiamo per quanto tempo staremo ancora qui, intanto lavoriamo come abbiamo sempre fatto”, conclude il presidente Giovanni Leonardi.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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