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Boom delle sigarette elettroniche ma più tutele per gli adolescenti
di Michele Giuliano

Introdotto il divieto di vendita a chi ha meno di 18 anni ma ancora c’è poca chiarezza in materia. Assorbimento di nicotina superiore a quanto ritenunto accettabile da studi scientifici

Tags: Sigarette Elettroniche, Nicotina



PALERMO - Dal 23 aprile la vendita delle sigarette elettroniche sarà vietata ai minori di 18 anni e non più solo ai minori di 16. Lo ha deciso il ministero della Salute con un’ordinanza che innalza il divieto di 2 anni, modificando quella in vigore dallo scorso settembre.

Il nuovo divieto durerà fino al 31 ottobre 2013, in coerenza con la norma del “Decreto Balduzzi”, che dall’1 gennaio 2013 eleva a 18 anni il limite di età per la vendita dei prodotti del tabacco. Le sanzioni per chi non rispetta il divieto sono le stesse previste dal “Decreto Balduzzi” per la vendita di prodotti del tabacco a minori di anni 18. Ora lo stesso ministero, dopo avere regolato un fronte, sta cercando di fare il punto sulla sicurezza delle sigarette elettroniche che è ancora al vaglio degli esperti, essendo un prodotto che è sul mercato da poco tempo.

L’autunno scorso il ministero aveva chiesto all’Istituto Superiore di Sanità un parere in merito alla valutazione del rischio connesso all’utilizzo delle sigarette elettroniche, in particolare sui minori, sulla base degli ultimi aggiornamenti scientifici.
L’Iss ha fornito recentemente le proprie valutazioni: lo studio ha analizzato la pericolosità considerando l’assorbimento di nicotina dalle diverse cartucce disponibili, in base a “fumatori” a moderata, media e forte intensità di utilizzo. E’ risultato che, anche per i prodotti a bassa concentrazione, la dose quotidiana accettabile di nicotina – come determinata dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – è superata anche solo con un uso moderato delle sigarette elettroniche.
 
Tale evidenza è ancora più significativa negli adolescenti. Quindi non si possono escludere effetti dannosi per la salute. Sempre il ministero della Salute ha chiesto un ulteriore parere al Consiglio Superiore di sanità, che sta valutando lo studio condotto dall’Iss, e dovrà stabilire se le sigarette elettroniche e le ricariche contenenti nicotina o altre sostanze possano ricadere nella definizione di “medicinale per funzione”, pur in assenza di un’esplicita destinazione d’uso in tal senso da parte del responsabile dell’immissione in commercio. Il Css ha iniziato l’esame della questione il 19 marzo scorso. L’Adoc apprezza la decisione del Ministro della Salute di innalzare di due anni il divieto di vendita delle sigarette elettroniche, in linea con la richiesta dell’associazione di iniziare a regolamentare un settore con troppe lacune normative.

“Il ministero ha colto la nostra denuncia, apprezziamo la decisione di vietare la vendita delle e-cig ai minorenni – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – finalmente si è iniziato a regolamentare un settore che ha ancora troppe lacune normative. Abbiamo sempre evidenziato la potenziale pericolosità di questo dispositivo soprattutto nella clientela più giovane, c’è il concreto rischio emulazione che può spingere i giovani consumatori sia ad assumere nicotina attraverso la sigaretta elettronica sia a passare al fumo tradizionale. Ora ci auguriamo che si prosegua con la regolamentazione alla stregua di quanto realizzato in altri Paesi, europei e non”.
 


I “nuovi fumatori” aumentati del 25% nell’ultimo anno
 
Se da una parte serve la regolamentazione, dall’altra necessita anche un’adeguata informazione: “Crediamo – aggiunge Santini – che debba essere garantita maggiore informazione ai consumatori, garanzia realizzabile formando correttamente i rivenditori, in modo da poter far loro comprendere e valutare attentamente le richieste e i bisogni dei consumatori. Crediamo anche che l’ec-cig necessitino di un’etichettatura più chiara e completa, visto che ad oggi vi è segnata solo la raccomandazione di utilizzarle lontano dai bambini; che debbano essere equiparate alle sigarette relativamente alla pubblicità, alle diciture sulle confezioni e all’osservanza dei divieti di fumo; va inoltre avviato uno screening obbligatorio, da parte dei rivenditori, dell’abitudine a fumare del cliente, in modo da prevedere un corretto dosaggio della nicotina presente nella sigaretta elettronica. Il mercato delle sigarette elettroniche sta vivendo un periodo di boom, ad oggi stimiamo siano circa 400mila gli italiani che le fumano, un numero in crescita di circa il 25 per cento nell’ultimo anno, per un giro d’affari di oltre 90 milioni di euro annui, considerando che la spesa annuale si aggira sui 230 euro tra acquisto del kit, ricariche e ricambi”.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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