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Pmi siciliane e la sfida della digitalizzazione. Risultati in chiaroscuro, ma grandi opportunità
di Rosario Battiato

Si accorcia il digital divide tra le imprese isolane e nazionali, ma sullo sviluppo c’è ancora tanto da lavorare. Unicredit ha diffuso ieri via twitter i dati isolani del nono Rapporto Piccole imprese

Tags: Pmi, Unicredit, Digital Divide



PALERMO – Il quadro delle aziende siciliane nell'ottica delle nuove sfide della digitalizzazione è stato offerto da Unicredit nel focus siciliano del IX Rapporto Piccole imprese. I dati delle aziende siciliane sono stati diffusi ieri via twitter tramite l'hashtag #piccoleimpresedigitali. Nel complesso le Pmi siciliane sono lievemente in ritardo rispetto alla media nazionale, ma non mancano i segnali positivi.

I grafici diffusi online da Unicredit in tema di “Sfide e opportunità della digitalizzazione” registrano una divario non esagerato, ma comunque presente, in materia di informatizzazione delle aziende siciliane. I dati generali dicono che nell'Isola solo il 57,4% delle imprese utilizza software per la produttività individuale (media nazionale del 62,1%) mentre il 32,4% ha implementato sistemi di condivisione automatica delle informazioni tra diverse funzioni aziendali (34,7% la media nazionale).

Va meglio sul fronte dei sistemi gestionali di base (60,5% contro una media nazionale del 60%) e dei sistemi gestionali avanzati (20,7% perfettamente in media col risultato nazionale).

Per un mercato sempre più orientato a premiare l'interazione tra comparto produttivo e nuove tecnologie informatiche le aziende siciliane devono ancora lavorare per colmare il gap. Un digital divide aziendale che è meno forte su alcuni fronti – l'86,8% delle imprese utilizza l'email come strumento di comunicazione contro il 91,5% della media nazionale – ma che resta assai vivo in alcuni passaggi strategici: presenza di un sito Internet aziendale (50% contro 53,3) o connessione a banda larga (55,8% contro 60,2). Si è, invece, assottigliata la differenza in merito alla pubblicità sui motori di ricerca, 31,8% contro 32, mentre in altri casi il rapporto si è invertito come nel caso del profilo su social network per uso azienda (27,9% la media nazionale contro il 30,2 presente in Sicilia).

Complessivamente resta da migliorare il settore della spesa corrente in ICT (Information and Communication Technology) dove il 46,6% delle aziende siciliane non ha investito (45,6 il dato italiano). C'è anche un dato positivo da cui bisogna ripartire: la media del 20,3% del fatturato delle pmi siciliane è realizzato online (in Italia è il 19,1%). L'e-commerce resta appunto il grimaldello necessario per accedere più agevolmente ai mercati esteri, e qui si costruirà la sfida del futuro.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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