Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Palermo - Si continua a far luce sulla strage di Capaci
di Redazione

Ieri otto arresti grazie alle indagini di Dda e Procura nissena

Tags: Palermo, Capaci, Giovanni Falcone



CALTANISSETTA - La Direzione investigativa antimafia (Dia) ha eseguito nella giornata di ieri otto provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal gip di Caltanissetta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) diretta dal procuratore Sergio Lari, nell'ambito delle indagini sulla strage di Capaci (attentato in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta).

L'inchiesta della Dda, che si è basata anche sulle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, ricostruisce i tasselli mancanti relativi alle fasi deliberativa, preparatoria ed esecutiva della strage. In particolare, gli inquirenti affermano di avere "squarciato il velo d'ombra nel quale erano rimasti alcuni personaggi, mai prima d'ora sfiorati dalle inchieste sull'eccidio".
Tra gli arrestati figurano il capomafia Salvo Madonia, già detenuto al carcere duro e Cosimo D'Amato, pescatore di Santa Flavia (Pa) finito in manette su ordine dei pm di Firenze che indagano sulle stragi mafiose del 1993, al quale i pm nisseni contestano di avere procurato alle cosche il tritolo usato per l’attentato. Tra i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare anche Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello, tutti in carcere già da tempo, con condanne pesanti per reati di mafia e omicidio.

“Gli arresti di oggi – ha detto il direttore della Dia, Arturo De Felice - rappresentano un tassello fondamentale per arrivare alla verità sulla strage di Capaci. L'operazione integra tutto quello che era stato acquisito negli anni, sia dal punto di vista investigativo che processuale e dimostra l'ottima sinergia tra la Dia e la Procura di Caltanissetta, che ha lavorato in silenzio in tutti questi anni".

"Credo che questa operazione – ha concluso - possa dare un quadro definitivo per chiarire quello che è accaduto, soprattutto per quanto riguarda il reperimento e il confezionamento dell'esplosivo".
"Tiriamo le somme – ha aggiunto il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari - di anni di indagini avviate su input della Dda, che hanno permesso di far luce sulla fase esecutiva della strage di Capaci”. Lari ha poi ricordato il ruolo dell'ex capo della Direzione antimafia, Piero Grasso (attuale presidente del Senato), che raccolse per primo le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐