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Lo spreco energetico nelle Isole minori
di Bartolomeo Buscema

Tutti gli utenti pagano in bolletta un’apposita addizionale per fare funzionare i costosi e inquinanti gruppi elettrogeni. Finalmente si registrano i primi investimenti per sfruttare le risorse solari e geotermiche

Tags: Energia



CATANIA - In Italia c’è una dozzina di piccole isole tra cui le Egadi, Pelagie, Ustica, con una popolazione di circa 50.000 residenti che non sono connessi alla rete nazionale. L’elettricità è fornita tramite gruppi elettrogeni in genere azionati con motori navali alimentati a gasolio, che hanno bassi rendimenti termodinamici e che, di conseguenza, dissipano nell’ambiente circa i tre quarti dell’energia sottoforma di fumi nocivi.

Poiché l’elettricità prodotta con i gruppi elettrogeni è costosa, per evitare che le piccole isole fossero svantaggiate, subito dopo la Seconda guerra mondiale fu messo a punto un meccanismo di agevolazione che equiparò la tariffa elettrica locale con quella media del resto dell’Italia. Con il risultato di pagare alle società elettriche isolane una somma pari alla differenza tra il costo del kWh effettivo di produzione locale e il prezzo per kWh pagato dagli abitanti delle isole.

Una sorta di conguaglio che tutt’oggi è pagato in bolletta elettrica da tutti gli utenti italiani con un’apposita addizionale denominata UC4, il cui calcolo è complicatissimo.

Secondo la Cassa conguagli per il settore elettrico, che è l’ufficio che si occupa di saldare le fatture delle aziende elettriche, tale addizionale, relativa a un consumo totale di 200 GWh (giga wattora), è stata pari a 62 milioni di euro per il 2011.
Bisogna però dire che la Cassa conguagli si occupa solo delle isole nelle quali operano piccole imprese private. Le altre isole, tra cui le Eolie, Ventotene e Capraia, sono invece servite dall’Enel che, spiegano alla Cassa conguagli, riceve la sua compensazione tramite gli oneri di dispacciamento.

Basandoci sui dati della Cassa conguagli è facile calcolare che per kWh consumato le aziende locali produttrici di energia elettrica incassano, in media, 0,31 euro di conguaglio; però con enormi differenze da isola a isola: dai circa 0,20-0,30 euro/kWh delle isole più grandi, come Pantelleria, Capri o Lipari, agli incredibili 1,27 euro/kWh di Levanzo.

L’utente che ha un contratto di fornitura di elettricità, in definitiva, paga l’addizionale finanziando una produzione di elettricità inefficiente come quella ottenuta con i motori diesel. Quantitativamente non è una cifra elevata, ma pur sempre di spreco si tratta. A ciò si deve aggiungere che i consumi procapite per i 43.000 residenti delle isole non servite da Enel e quindi dai privati, sono elevatissimi: quasi 4700kWh l’anno contro 1.100 kWh di un utente medio italiano (contratto con potenza impegnata di 3 kW), con una spesa procapite di conguaglio di 1.440 euro l’anno. Bisogna,però, rilevare che nelle isole parte dell’energia elettrica è utilizzata anche per dissalare l’acqua, e che nei mesi estivi la popolazione si triplica.

Comunque sia, lo scenario è inaccettabile soprattutto alla luce delle nuove direttive europee sull’efficienza energetica. Ci chiediamo se sia possibile per tali isole aumentare l’efficienza energetica nella produzione di elettricità. Certo che sì. Per esempio, tutte le isole siciliane, da Pantelleria alle Eolie, sono piene di sole e hanno anche buone risorse geotermiche.
Ciò, palesemente, suggerisce il ricorso alle fonti rinnovabili. Più precisamente l’adozione di sistemi integrati che uniscono solare e geotermico all’accumulo di energia, insieme a una gestione intelligente della domanda di energia con smart grid.
è questo il futuro energetico delle nostre stupende isole, che non solo aumenterebbe la qualità della vita dei residenti, ma le renderebbe più appetibili ai turisti. In definitiva, più entrate monetarie e più lavoro.

A dire il vero qualcosa si sta muovendo. A Ginostra, dal 2004 è attivo un impianto fotovoltaico da 100 kWp, che copre buona parte delle esigenze locali, mentre il nuovo grande dissalatore di Lipari, che produrrà a regime fino a 450 metri cubi di acqua dolce l’ora, sarà in parte alimentato da un campo fotovoltaico da 1,2 MWe. Anche nelle Egadi si sta lavorando sul versante della sostenibilità. A Favignana è iniziata la fase realizzativa di un progetto finanziato dal ministero dell’Ambiente, per un importo di 1.250 milioni di euro, che prevede l’installazione d’impianti fotovoltaici e solari termici, perfettamente integrati con l’involucro edilizio, nelle scuole, presso il campo sportivo e in altri edifici pubblici.

Infine,a Lampedusa, grazie al progetto Smile (Smart Island Local Energies), presentato lo scorso novembre nell’ambito del bando Miur sulle Smart Cities, saranno installati impianti fotovoltaici in cave abbandonate, sistemi di accumulo di elettricità a servizio della rete, produzione di metano dall’anidride carbonica della centrale esistente, dissalazione solare innovativa, illuminazione a Led.

Tutte iniziative che lasciano ben sperare e che però necessitano di un più deciso coinvolgimento di chi ha responsabilità di governo della nostra Isola.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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