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Puntiamo a rafforzare la presenza sul territorio
di Margherita Montalto

Forum con Salvatore Longo, questore di Catania

Tags: Salvatore Longo



A pochi mesi dal suo insediamento, quali sono i provvedimenti della Questura che agiscono come deterrente?
“Non è cambiata molto la realtà del territorio rispetto a come lo ha lasciato il mio predecessore. Occorre puntualizzare che legalità e sicurezza sono due aspetti che caratterizzano gli interventi della Questura. Sto insistendo, e porterò avanti, alcuni progetti che il questore Cufalo aveva già avviato, ovvero una presenza più incisiva dei servizi ordinari di volante, il poliziotto di quartiere, le pattuglie miste con l’Esercito, la squadra nautica, messa a disposizione per il periodo primaverile ed estivo, il reparto a cavallo, che svolge un ruolo importante per il controllo dei parchi e del boschetto della Plaja, ma anche interviene in provincia per esempio a Mineo. A parte il sistema di controllo ordinario, stiamo attuando una serie di servizi di controllo del territorio con i reparti esterni alla Questura di Catania, come il Reparto prevenzione crimini che ha sede a Catania ma interviene per la Sicilia orientale. Il Reparto viene assegnato dal dipartimento in base ad alcuni progetti: su Catania è presente per circa tre o quattro giorni a settimana”.

Ha accennato alla figura del poliziotto di quartiere, com’è percepito dai cittadini?
“È chiaro, la presenza di una uniforme è un riferimento per i cittadini, la sicurezza percepita… Stiamo prendendo contatti non solo con le attività commerciali, ma abbiamo dedicato la nostra attenzione anche ai condomini dove c’è un portierato per cercare di comprendere le esigenze. Sarebbe opportuno che il cittadino contribuisse al sistema “sicurezza” istallando, per esempio, sia come privato che come attività commerciale, dei sistemi di protezione passiva”.

La Questura come corrisponde alla città per quanto riguarda l’Ordine pubblico?
“Stiamo avviando progetti di legalità ad ampio spettro. Un’azione è svolta nei confronti dei lavavetri, ma soprattutto orienteremo i servizi, per dare un’impronta di legalità e prevenzione, monitorando le zone più strategiche della città dove è più frequente imbattersi in chi guida il motorino senza casco e dove sono più manifesti gli episodi di scippi e rapine a carico del turista che da quelle zone è costretto a passare, mi riferisco al transito dall’Aeroporto al centro città. Altri provvedimenti sono stati presi nei confronti delle sale gioco: in questi giorni alcune sono state sottoposte a sequestro e tre sono state chiuse in quanto non disponevano dei requisiti di legalità. Spesso si riscontra che in queste sale sono infrante le normative che regolamentano i giochi dedicati ai minori. Sono provvedimenti che una volta avviati devono essere mantenuti con costanza”.

Per quanto riguarda la criminalità organizzata cosa è cambiato?
Lo Stato ha inferto forti e decisivi colpi alla criminalità. Il problema della criminalità organizzata oggi viene affrontato con più facilità grazie al lavoro con delle mappe ben precise. è cambiato l’approccio con le denunce per estorsione, che un tempo era impresa difficile, grazie anche agli interventi delle associazioni che svolgono un ruolo di supporto. Il contrasto alla criminalità comunque avviene sempre colpendo i punti nevralgici ovvero i conti bancari, beni in genere”.
 
Un appello ai cittadini. Cosa, secondo lei, contribuisce a rafforzare il senso di responsabilità da parte dei cittadini?
“Una precisazione deve essere fatta per comprendere meglio le strategie messe in atto dalla Polizia di Stato. Non si può mettere l’accento solo sulla criminalità organizzata, occorre provvedere e prevenire anche gli altri aspetti della criminalità che non devono essere sottovalutati in quanto anch’essi contribuiscono a creare squilibri sociali. E’ indispensabile sollecitare, educare i cittadini alla cultura della legalità. Molti sono gli esempi che nel quotidiano danno dimostrazione di illegalità e non rispetto delle regole. Posso dire che sicurezza e legalità sono inscindibili. Il contrasto alla criminalità deve avvenire con consapevolezza attraverso la collaborazione di tutti, perché è giusto che una società civile abbia, conservi e mantenga la legalità. Il cittadino deve cambiare atteggiamento, acquisire più consapevolezza sul fatto che la sicurezza non può essere demandata solo agli organi di polizia: una sicurezza partecipata ha bisogno infatti di tutte le componenti. Il cittadino deve quindi diventare elemento integrato partecipando attraverso la collaborazione, le segnalazioni. Sicurezza e legalità dipendono anche dalla professionalità delle squadre investigative. La Squadra mobile a Catania è d’eccellenza”.
 

 
Curriculum Salvatore Longo
 
Salvatore Longo è nato a Catania. è entrato in amministrazione nel 1976 dopo avere conseguito la laurea in Giurisprudenza. Assegnato alla Questura di Torino ha ricoperto, nella Squadra mobile, gli incarichi di dirigente delle sezioni “Catturandi”, “Narcotici”, “Omicidi e Criminalità Organizzata”. Dal ‘94 al ‘96 è stato dirigente della Squadra mobile di Catania. Rientrato a Torino ha diretto il Gabinetto di Polizia scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. È stato Questore di Bergamo, Ferrara e Parma. Dal 1 febbraio 2013 è questore di Catania.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Longo, questore di Catania
Salvatore Longo, questore di Catania



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