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Trasparenza, sanzioni a chi sgarra
di Antonio Leo

Il Programma triennale. È presente nei siti di Palermo, Catania e Messina. Ma solo il Capoluogo si è messo in regola con il decreto. Pene severe. L’omessa o incompleta comunicazione del patrimonio o delle indennità dei componenti degli organi politici comporta una sanzione pecuniaria da 500 a 10 mila €

Tags: Regione Siciliana, Trasparenza



PALERMO – O di qua o di là. O dalla parte della trasparenza, o dalla parte dell’illegalità. Non hanno più scuse i sindaci siciliani che fino ad oggi, impuniti, hanno potuto lasciare in stato di abbandono i siti internet delle istituzioni che guidano. La chiarezza, l’accessibilità e la tempestività delle informazioni diventano un obbligo per i Comuni e un diritto per i cittadini.
Il muro di gomma innalzato dai burocrati andrà smantellato: nessun dirigente o sottoposto potrà ostacolare la voglia di sapere e di capire del comune cittadino, giornalista o semplice curioso. “La richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione”: non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza. Il decreto legislativo 33/2013, dunque, non lascia scampo. E prevede sanzioni pesantissime per quegli amministratori che continueranno a fare orecchie da mercante. (continua)

Articolo pubblicato il 04 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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