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Dalle rovine romane e fenicie, all’arte araba. Lo spettacolo di una Tunisia tutta da scoprire
di Nicoletta Fontana

Viaggio da Tunisi a Tabarka, attraverso paesaggi inaspettatamente immersi in una natura rigogliosa e nella storia dei popoli

Tags: Tunisia



Lascio Tunisi di buon ora per raggiungere  Tabarka, una località turistica del Nord Ovest della Tunisia. Durante il tragitto di circa 160 chilometri, mi si presenta un paesaggio del tutto inaspettato. Distese di dolci colline verdi seminate a grano, piante di sparto e nidi di cicogne adagiate sui pali della luce che costeggiano la strada.  Con la luce dell’alba che passa attraverso gli eucalipti e piante da sughero, dimentico di essere nel Magreb, perchè questa terra inaspettatamente  verdissima, ricca di sorgenti d’acqua, laghi  e  allevamenti bovini e caprini mi fa pensare allo York Shire in Inghilterra.
 
Sono  sulla rotta di sant’Agostino, nel basso Tell  delle montagne Atlas,  come una pellegrina mi dirigo verso Dougga il sito più ben conservato della Tunisia che  risale al V secolo a. C. , che in epoca imperiale conobbe un grande periodo di prosperità.
 
All’ingresso troviamo  il Teatro che poteva contenere più di 3.500 persone e poco più in  là  Il Tempio di Giunone,  che si impone glorioso, nel quale ancor oggi si può ancora ammirare il portico che era decorato con statue raffiguranti province e città e delle quali rimangono solo i nomi incisi. Al centro, il tempio vero e proprio si innalza su un alto podio ed è circondato da colonne sui quattro lati, sormontate da capitelli corinzi.

Ancora pochi chilometri e arrivo a Bulla Reggia un  altro sito archeologico che apparteneva alle province romane. Questo luogo conserva delle ville romane sotterranee (per difendersi dal caldo in estate) appartenute a ricchissimi romani. Passeggiando  sui  resti  delle vie lastricate osservo i tanti mosaici tra le rovine delle case, raffiguranti scene di caccia incorniciate da motivi vegetali, ma quello che più mi colpisce è situato all’interno della Casa di Anfrite, dove negli ambienti sottoranei è ancor bene conservato il mosaico di Venere trasportata sul mare da due mostri marini e contornata da due Amorini che le porgono uno specchio. Ma volentieri lascio questo posto per la bellezza dei reperti e per il fascino della campagna circostante,  anche se consapevolmente so che raggiungerò a breve il mare.

Eccomi a Tabarka, il vecchio porto Fenicio, un luogo di villeggiatura non troppo conosciuto rispetto ad Hammamet e Tunisi e forse  proprio per questa ragione,  lo trovo interessante. Da sempre capitale del corallo nel Mediterraneo, si adagia su un mare cristallino. Prima di concedermi un posto al sole, visito il castello di origine Genovese, dal quale si gode una vista spettacolare per poi passare attraverso Les Aguilles, una zona scogliera dove svettano formazioni rocciose, che sfidano con le loro guglie, un cielo intensamente blu. Mi perdo tra i mercatini che vendono prodotti di sughero e lasciando le viuzze del centro finalmente mi concedo il mare.
 
La costa si alterna tra spiagge con dune e scogliere rocciose dai fondali scenografici, luogo ideale per gli amanti di immersioni e finalmente mi concede la mia  prima nuotata tunisina. Salah, la mia fantastica  guida,  mi consiglia un ristorante  di pesce sul porto, faccio una doccia, metto un kaftano e mi ritrovo seduta nel ristorante più buono di Tabarka, dove mi viene servito un trionfo di pesce freschissimo bagnato da un vino bianco ghiacciato, mentre sul fondo riesco a vedere i pescherecci che arrivano colmi  del più buon pesce che il Mediterraneo ci può regalare.
 

 
INFORMAZIONI

HOTEL
Tabarka Beach-Golf Resort
Zone Touristique El Morjene | (previously Iberostar), Tabarka 8110 , Tunisia
Hotel Mehari Tabarka
Nouvelle Route Touristique | B.P. 357, Tabarka 8110, Tunisia

RISTORANTI

Restaurant Le Mondial
Porto di Tabarka
Guida Turistica
Salah Matmati
Salah.matmati.5@facebook.com

Articolo pubblicato il 10 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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