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Fallimenti imprese, in Sicilia sono stati 213 nel I° trimestre
di Andrea Carlino

Indagine Crif: in soli 3 mesi su tutto il territorio nazionale hanno chiuso i battenti 3.637 aziende. Trend continuo, già nel 2012 era stato registrato un +1,7% rispetto al 2011

Tags: Imprese, Economia, Crisi



CATANIA - Continua a crescere il numero di imprese costrette a chiudere i battenti: +65% in 4 anni e quasi 50mila (48.939) fallimenti dall’inizio della crisi, di cui 3.637 solo nei primi 3 mesi del 2013. Ogni giorno si registra la chiusura di 40 imprese in media, con picchi in Lombardia, Lazio e Veneto. Nei primi tre mesi del 2013 in Italia hanno portato i libri in Tribunale 3.637 imprese, il dato in assoluto peggiore relativamente al I trimestre dell’anno a partire dal 2009, quando la crisi stava cominciando a far sentire i suoi effetti, in un trend di aumento costante che fa segnare, come poc’anzi sottolineato un drammatico +65% in 4 anni. Questa inesorabile escalation ha portato la media ad oltre 40 istanze al giorno (considerando anche i sabati e le domeniche) ma, soprattutto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno fa registrare una ulteriore crescita del 13%.
È la drammatica fotografia che emerge dall’analisi dei fallimenti in Italia aggiornata al 31 marzo 2013, realizzata da Cribis D&B, la società del Gruppo Crif.

Dalla rilevazione risulta che, anche nei primi 3 mesi dell’anno in corso, la regione più colpita dai fallimenti è risultata essere la Lombardia (per altro l’area del Paese che presenta la maggior densità di imprese), con 848 casi e un’incidenza sul totale nazionale pari al 23,32%. Dall’inizio del 2009 in questa regione sono state ben 10.819 le imprese che hanno portato i libri in Tribunale.

Al secondo posto di questa poco invidiabile classifica si colloca il Lazio, con 385 fallimenti e un’incidenza pari al 10,59% sul totale nazionale: qui i casi dal 2009 ad oggi sono stati 4.848.

Il Veneto, invece, si piazza al terzo posto con 312 casi, un’incidenza dell’8,58% e 4.609 fallimenti complessivamente rilevati in poco più di quattro anni. Seguono Emilia Romagna (308), Campania (291), Toscana (281), Piemonte (226), Sicilia (213), Puglia (169), Marche (136), Calabria (94), Sardegna (69), Friuli Venezia Giulia (65), Liguria (57), Abruzzo (54), Umbria (53), Trentino Alto Adige (38). Chiudono la classifica Basilicata (19), Molise (16), Valle D’Aosta (3).

Confermando le difficoltà già mostrate negli ultimi anni, ancora una volta è l’edilizia il settore più colpito dai fallimenti, con 447 casi nel microsettore della costruzione di edifici e 291 nel microsettore degli installatori, ai quali vanno aggiunti i 203 del settore della locazione immobiliare. Altro comparto che si è dimostrato in grave crisi è quello del commercio all’ingrosso, che negli ultimi 3 mesi ha fatto registrare 497 fallimenti (per un totale di 6.548 casi dal 2009 ad oggi), di cui 276 nel commercio all’ingrosso di beni durevoli e 221 nel commercio all’ingrosso di beni non durevoli. In evidente difficoltà anche il settore dei servizi commerciali con 221 casi da inizio 2013.

A confermare la crisi del settore arriva anche Confindustria:  Un’impresa su tre non ha liquidità sufficiente per operare e va in crisi per “carenza di fondi nel breve termine”. E in cinque anni, tra il quarto trimestre del 2007 e il quarto trimestre del 2012, i fallimenti delle aziende sono raddoppiati. Così il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, in un’audizione alla Camera sul decreto per il pagamento dei debiti scaduti della P.A “È in corso la terza ondata di credit-crunch, dopo quelle del 2007-2009 e quella del 2011-2012”, ha spiegato Panucci ricordando che “un terzo delle imprese ha liquidità insufficiente rispetto alle esigenze operative. Imprese con progetti di investimento validi, quindi con attese di fatturato tali - ha aggiunto - da poter pagare il servizio del debito, vanno in crisi per carenza di fondi nel breve termine”.

La scarsità di fondi “contribuisce all’aumento dei fallimenti: 3.596 nel quarto trimestre 2012 contro i circa 1.800 nel quarto trimestre del 2007”, ha detto Panucci. La Sicilia, lo ricordiamo, nel 2012 si è posta in controtendenza rispetto all’intero Mezzogiorno, registrando un aumento dell’1,7% dei fallimenti rispetto al 2011, a fronte del lieve calo (-0,4%) registrato complessivamente nell’area meridionale.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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