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Catania - Nelle gallerie della Metro il cemento depotenziato
di Redazione

Truffa, falso e frode: chiesto rinvio a giudizio per 12 indagati

Tags: Catania, Metropolitana, Metro, Fce



CATANIA - La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per 12 degli indagati nell'inchiesta sui lavori dei tratti Borgo-Nesima e Giovanni XXIII-Stesicoro della metropolitana. Informazioni di garanzia erano state notificate, il 16 ottobre del 2012, a responsabili dell'impresa Sigenco, partecipe del consorzio Uniter, funzionari della Ferrovia Circumetnea e del ministero del Lavoro e privati professionisti.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono truffa aggravata, falso e frode nelle pubbliche forniture (i materiali utilizzati non corrisponderebbero qualitativamente a quelli previsti dall’appalto e in tal caso si tratterebbe anche di cemento depotenziato) e due casi di corruzione. La richiesta di rinvio a giudizio, si sottolinea dalla Procura, è stata depositata il 6 aprile scorso. La data dell'udienza preliminare non è stata fissata.

Tra gli indagati ci sono Santo Campione, amministratore della Sigenco; Enrico Maltauro, amministratore delegato del Gruppo Maltauro costruzioni; Elena Molinaro, dirigente del dipartimento del ministero dei Trasporti; Giuseppe Chiofalo, ex capo della segreteria tecnica del sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile, e,il candidato a sindaco di Catania Salvatore ‘Tuccio’ D'Urso. Chiesta invece l'archiviazione per il direttore generale della Fce, Sergio Festa, per i consulenti Sebastiano Polizza e Daniele Peila e per il preside della facoltà di Ingegneria della Kore di Enna, Giovanni Tesoriere.

“Ho dato mandato al mio legale, l'avvocato Carmelo Galati, di rinunciare all'imminente prescrizione dell'unico reato che mi è contestato, il falso”, ha annunciato Tuccio D'Urso, tra l’altro candidato a sindaco di Catania, commentando la richiesta di rinvio a giudizio. “Lo farò - ha spiegato D'Urso, recentemente assolto dal processo sui parcheggi in project financing del Comune di Catania - per fare valere, come sempre, in giudizio l'assoluta trasparenza del mio comportamento”.

Articolo pubblicato il 15 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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