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Un piano di investimenti per le aree rurali
di Michele Giuliano

Nel Programma di sviluppo rurale della Sicilia la misura 311, “Diversificazione verso le attività non agricole”. Previsto un aiuto complessivo di 20 milioni di euro rivolti a imprenditori singoli o associati

Tags: Aree Rurali



PALERMO - Investire sulle aree rurali della Sicilia per evitare il loro abbandono e promuovere, di conseguenza, lo sviluppo e l’occupazione. Al fine di perseguire al meglio questo obiettivo il Programma di sviluppo rurale della Sicilia prevede la misura 311 “Diversificazione verso attività non agricole” e in particolare l’azione A “Agriturismo”.
 
L’azione A, prevede la realizzazione di investimenti per nuove strutture e soprattutto la qualificazione e il miglioramento delle strutture esistenti, finalizzati all’ampliamento dei servizi offerti. Da qui sono nati i bandi che si distinguono in “regime di esenzione” e “regime de minimis” riguardanti aiuti per le  imprese intenzionate ad investire nell’agriturismo.
 
I bandi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana numero 3 del 18/01/2013, prevedevano dei termini per la presentazione delle domande che sono stati prorogati due volte portando la scadenza attuale al prossimo 27 maggio. I bandi, previsti nel Psr Sicilia 2007-2013, prevedono un aiuto complessivo di 20 milioni di euro e sono rivolti a imprenditori singoli o associati. Il bando in regime “de minimis” consente di accedere ad un aiuto che non può superare i 200.000 euro per la stessa impresa nell’arco di tre esercizi finanziari, ha una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro e può contribuire con un’intensità pari al 75 per cento dell’importo di progetto.
 
Il bando in regime “di esenzione” ha anch’esso una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, consente di presentare un progetto fino ad un massimo di 800.000 euro e ricevere un contributo pari al 50 per cento dell’investimento. Tutta la documentazione inerente i bandi può essere visionata e scaricata dal sito istituzionale Psr Sicilia. I bandi rappresentano un’opportunità di crescita per i singoli imprenditori dell’agriturismo e, di riflesso, per l’intera economia siciliana.
 
I dati del settore in Sicilia mostrano infatti un trend in crescita nell’offerta, che ha portato le aziende agrituristiche siciliane a quota 592 nel 2012, con un aumento consequenziale dei posti ristorazione (23.659) e dei posti letto (9.954). Questo sviluppo ha consentito alla regione di far fronte alle sfide del turismo moderno, che vede una maggiore richiesta di strutture agrituristiche, esigendo un’ottima risposta in termini di offerta di servizi.
 
Lo sviluppo del settore in Sicilia ha portato a un aumento dei clienti registrati negli agriturismo, un dato in controtendenza con il turismo nazionale colpito dalla crisi. Dal 2007 al 2011, secondo i dati resi noti dall’Agriturist, i pernottamenti dei turisti stranieri sono diminuiti in alberghi (-2,4 per cento), case private (-12,3 per cento), ostelli della gioventù (-48,5 per cento) e navi da crociera (-28,4 per cento) mentre sono cresciuti del 25 per cento negli agriturismi. “Un successo dell’agriturismo particolarmente significativo - si legge in una nota di Agriturist - se si considera che l’ospitalità nelle aziende agricole è scarsamente promossa dall’Enit e poco trattata dalle agenzie di viaggio”.
 

 
L’approfondimento. Classificazione degli agriturismi siciliani
 
PALERMO - Per chi è interessato ad aderire ai bandi ricordiamo che la Regione Siciliana ha adottato, a partire dal Decreto dirigenziale numero 175 del 28 febbraio 2006, una classificazione degli agriturismI in termini di qualità, che va da una a quattro spighe. Questo sistema di classificazione, che tutti gli agriturismi siciliani sono tenuti ad esporre, assicura al cliente la garanzia certificata di sicurezza e qualità. Quindi più spighe ci sono, maggiore qualità è garantita. Il sistema di attribuzione delle spighe prevede infatti una base di requisiti obbligatori validi per tutti. L’attribuzione da una a tre spighe è operata dagli ispettorati provinciali agricoltura di concerto con le unità operative di assistenza tecnica dei vari distretti. L’assegnazione della quarta e prestigiosa spiga è affiancata da una procedura speciale che è seguita da un apposito ufficio dell’assessorato Risorse agricole e Alimentari. Le attività a cui vengono assegnate le quattro spighe sono autorizzate ad utilizzare il termine “Agriturismo di qualità riconosciuta dalla Regione Siciliana” anche a fini pubblicitari, promozionali e divulgativi.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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