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Aumentano fino a 1.220 euro le detrazioni per i figli a carico
di Andrea Carlino

Circolare dell’Agenzia delle Entrate spiega le novità della Legge di Stabilità

Tags: Detrazione, Figli A Carico



CATANIA - Scattano le novità fiscali del 2013 introdotte dalla Legge di Stabilità e dal decreto Cresci Italia. Per orientarsi nella lunga serie di misure, che vanno dalle detrazioni più alte per i familiari a carico al bonus in caso di disabilità, fino dalla fattura semplificata, arriva adesso una circolare ‘omnibus’ dell’Agenzia delle Entrate. Ecco alcune delle novità più significative su cui la circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce strumenti per orientarsi.

Dal 2013, detrazioni più alte per i familiari a carico. La legge di Stabilità, infatti, ha riservato un trattamento migliore rispetto al passato a favore di milioni di contribuenti con figli a carico innalzando, a partire dal 1 gennaio, gli importi base previsti per le detrazioni Irpef spettanti per ciascun figlio. In particolare, aumenta di 150 euro la detrazione base per i figli di età pari o superiore ai tre anni, passando da 800 a 950 euro, mentre sale di 320 euro quella per i figli più piccoli, cioè di età inferiore ai tre anni. In questo caso la detrazione cresce da 900 a 1.220 euro ciascuno.

Se il figlio è una persona con disabilità, ricorda l’Agenzia, lo sconto aggiuntivo da sommare alle detrazioni base che spettano per ciascun figlio a carico sale a 400 euro, quasi il doppio rispetto ai 220 euro garantiti dalla precedente normativa fiscale. In questo caso, quindi, l’importo complessivo da portare in detrazione è di 1.350 euro per i figli di età pari o superiore ai tre anni e di 1.620 per quelli più piccoli.

Ma non c’è solo la famiglia. Arriva infatti la veste semplificata per le fatture di ammontare complessivo non superiore a 100 euro e, a prescindere dall’importo, per la cosiddetta nota di variazione dell’imponibile o dell’imposta. Il documento di prassi illustra la novità introdotta nel decreto Iva dalla legge di stabilità, che consente di identificare il cessionario/committente stabilito in Italia con il solo numero di partita Iva o con il codice fiscale, oltre che di indicare l’operazione in modo sintetico, senza esporre distintamente imponibile e imposta.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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