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Il lavoro c’è nei beni confiscati
di Michele Giuliano

In Sicilia dei 5.221 immobili sottratti alla criminalità 3.164 non sono assegnati per i ritardi dei Comuni nel fare i bandi. Quasi 133.000 opportunità lavorative (42 per unità) gettate alle ortiche per l’immobilismo

Tags: Lavoro, Beni Confiscati



Oltre 3 mila beni confiscati inutilizzati, quasi 133 mila posti di lavoro in fumo. In Sicilia quello che potrebbe diventare il volano di una “nuova” economia invece finisce per essere l’emblema delle eterne occasioni perdute. Nell’Isola esiste il più alto numero di beni sottratti a Cosa nostra in Italia: un primato che da negativo può essere riconvertito in positivo ma che stenta invece a decollare tra pastoie burocratiche e mancanza di investimenti. Succede così che dei 5.221 beni confiscati censiti dall’Agenzia del Demanio in Sicilia a tutto il 2012, soltanto 2.057 risultano essere effettivamente assegnati. Ed anche gli stessi beni assegnati molto spesso non sono ad oggi utilizzati per i più svariati motivi. Numeri alla mano l’Agenzia del Demanio ha calcolato che ogni singolo immobile assegnato dà mediamente lavoro a 42 persone. Moltiplicando questo numero per i beni non assegnati si arriva così a possibili 132.888 posti di lavoro. (continua)

Articolo pubblicato il 22 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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