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Quotidiano di Sicilia

Progetti integrati per una crescita socio-economica
di Marina Pupella

Forum con Antonino Bartolotta, assessore regionale Infrastrutture Trasporti e Mobilità

Tags: Antonino Bartolotta



A quali attività si è dedicato da quando ha la delega alle Infrastrutture e mobilità?
“Ho trovato un assessorato che necessitava di una maggiore programmazione, soprattutto nel settore trasporti. Di contro c’è stata una programmazione che è riuscita a drenare risorse comunitarie, prova ne è il fatto che l’assessorato ha certificato nel 2012 una spesa pari a circa il 60% delle risorse che aveva in carico per grandi progetti. Nell’ambito dei trasporti, viceversa, bisogna ripartire con un Piano nuovo, ciò anche alla luce del fatto che dal 1 agosto 2012 la Compagnia delle Isole, ha un contratto di 12 anni con lo Stato, che impone ora una nuova riorganizzazione dei servizi, in un contesto di razionalizzazione degli stessi e contrazione di risorse che impone una nuova pianificazione. Non è un caso che abbiamo invitato i sindaci a comunicarci le loro istanze, in modo da poter valorizzare al massimo le somme che abbiamo a disposizione, pari a 90 mln di euro. Sui trasporti pubblici locali su gomma si registrano disfunzioni analoghe, su cui lavoreremo”.

A che punto sono gli interventi della tratta ferroviaria Me-Ct-Pa?
“C’è un fatto nuovo, il cambiamento del processo con cui sono stati gestiti in passato questi grandi progetti. Prima c’era l’Apq molto generico, mentre ora possediamo un nuovo strumento presentato dalla Stato alle Regioni per un’intuizione dell’ex ministro per la Coesione territoriale, che abbiamo accolto: il Cis (contratto istituzionale di sviluppo). Si tratta di un contratto giuridico vero e proprio, nel senso che ci sono più parti coinvolte nel procedimento: la Regione siciliana, Rfi, quindi la stazione appaltante dei lavori ed il Ministero. Attraverso risorse europee cofinanziate in percentuali da Roma e dalla Regione, i soggetti si impegnano con un cronoprogramma preciso ad adempiere a tutto ciò che è oggetto del contratto. Il Cis, firmato a Roma il mese scorso, riguarderà 10 anni di lavori 2013-2023 per 5 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi già disponibili nella prima finestra del Cis, valida per 5 anni. Parliamo di tanti interventi, tra i quali il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo per 2 miliardi di euro e per il quale sono già pronti 48 mln per la progettazione esecutiva”.

Nella programmazione 2014-2020 sono state già stabilite le risorse destinate alle infrastrutture?
“L’Ue ha già pubblicato una bozza di regolamento, che prevede un’incentivazione delle percentuali di risorse da assegnare alle regioni del Sud. Le linee programmatiche puntano molto su sviluppo sostenibile, sostenibilità ambientale delle aree urbane, innovazione tecnologica, energie rinnovabili, coesione socio-economica ed occupazionale. L’Unione europea propone degli interventi mirati e finalizzati allo sviluppo razionale del territorio e dell’occupazione. In estrema sintesi, nella visione complessiva della Comunità, prendendo ad esempio le infrastrutture, è necessario che vi siano progetti integrati, volti cioè a stabilire l’impatto dell’infrastruttura in termini di crescita socio-economica. Quindi, se un’opera non contiene questi principi cardine, è chiaro che non sarà finanziata. Dipenderà dalla capacità dei dipartimenti regionali, della politica, e degli enti locali, riuscire a concertare i progetti. Non è un caso che la Regione si sia impegnata con il Patto dei sindaci. In più, l’amministrazione con i suoi assessorati sarà a fianco di comuni ed enti locali nella redazione dei progetti. Vi è già un’interlocuzione con Anci Sicilia per affiancare tale processo dal punto di vista formativo”.

Quando sarà nominato il direttore del Dipartimento tecnico?
“Solo questione di giorni”.
 
Torniamo alle risorse ed agli interventi dell’assessorato.
“Abbiamo fatto una ricognizione da cui è emerso che ci sono 40 milioni di euro utilizzabili subito: i cosiddetti fondi ex Gescal. Questi serviranno a finanziare l’edilizia agevolata, Iacp e le abitazioni a canone sostenibile. Ci sono già degli avvisi e le opere possono essere immediatamente cantierabili. Ma ci sono anche i bandi a sportello, attraverso i quali i Comuni e gli Iacp che hanno esigenza di mettere in sicurezza gli edifici possono presentare il progetto all’ufficio tecnico, dove vi è una commissione permanente che lo esamina e rilascia il decreto. Sono sei mesi che è partito questo sistema, che è stato implementato ed integrato con nuove risorse per 12 milioni di euro. Altra importante misura è quella relativa alla riqualificazione dei centri storici, anche questa prevede il bando a sportello per favorire i privati che hanno la possibilità di accedere ad un mutuo a costo zero con Unicredit, l’istituto di credito con cui la Regione ha stipulato una convenzione, facendosi da garante per 20 anni. Su questi tipi di mutui il cittadino può avere l’abbattimento del 50% dei costi per la ristrutturazione e per l’adeguamento dell’appartamento agli standard del risparmio energetico”.

A quanto ammonta il budget di risorse dell’assessorato?
“L’assessorato ha il grosso limite del Patto di stabilità, per cui, dati alla mano, abbiamo potenzialmente risorse per 1 miliardo e 553 milioni di euro. Ma oggi il Patto ci assegna un limite di 498 milioni  di impegni”.
 
Rispetto ad una stagnazione generale dei bandi dei dipartimenti, qual è lo stato dell’arte delle Infrastrutture?
“A parte il Cis, ci sono una serie di interventi legati ai fondi ex Gescal”.

Sì, ma spesso accade che i lavori già cantierati si fermino perché i dipartimenti non pagano.
“Questo è un luogo comune da sfatare, perché ad esempio per la Agrigento-Caltanissetta, abbiamo avuto un incontro col prefetto ed Anas. Che, nonostante debba ricevere ancora dalla Regione, a causa del Patto di stabilità, il 30% di risorse, ha già provveduto a pagare a titolo di anticipazione le somme alle imprese. Lì, esiste un problema tra il General contractor e le imprese subappaltatrici, una questione che esula dalle prerogative della Regione e di Anas”.

Ha citato i General contractor. L’Ance ha fatto una guerra contro queste grosse imprese, la Regione cosa ne pensa in merito?
“Già da due mesi, lavoriamo ad un tavolo tecnico con tutti gli operatori del settore ed i sindacati sulle criticità della normativa sugli appalti. Quelle più rilevanti riguardano i ribassi anomali, rispetto ai quali abbiamo svolto un’indagine che ha evidenziato che il 70% delle aggiudicazioni con una soglia superiore al 40%, si bloccano per contenziosi e quant’altro. Dobbiamo porre un correttivo ed avviare un processo virtuoso per cui si arrivi ad un ribasso più attendibile. I General contractor sono di fatto previsti dalla normativa europea, ma in effetti questi finiscono per scalzare le piccole e medie imprese siciliane; noi siamo nelle condizioni di poter avere dei General contractor che possono essere competitivi come quelli degli altri Paesi europei e questo è un motivo di riflessione su cui stiamo lavorando”.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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