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Quotidiano di Sicilia

Siracusa - Saline del fiume Mulinello ad Augusta, alt alla cementificazione
di Giuseppe Solarino

Il progetto sul banco di accusa prevede la realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel porto commerciale. Ambientalisti ed esperti contro la colmatura dell’area umida in zona Mulinello

Tags: Augusta, Legambiente, Enzo Parisi



AUGUSTA (SR) - Presso l’auditorium comunale di Palazzo San Biagio si è svolta una conferenza dal titolo “Le saline del fiume Mulinello: le ragioni della conservazione contro la volontà cementificatrice”. L’incontro è stato organizzato dalle associazioni “Italia nostra”, “Lamis”, “Legambiente”, “Lipu”, ‘Màrilighèa” e “Natura sicula”.
 
Le suddette associazioni hanno presentato una serie di osservazioni al previsto progetto di colmatura dell’area umida delle ex saline del fiume Mulinello redatto dall’Autorità portuale di Augusta per la realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel porto commerciale. Gli ambientalisti ritengono che il progetto dello sviluppo dell’area portuale, risalente a ben 30 anni addietro, metterebbe a rischio un’area di grande rilevanza ambientale e paesaggistica.
 
Il progetto prevede la cementificazione di oltre 300.000 metri quadrati dell’area umida. Pertanto le associazioni hanno chiesto al ministero dell’Ambiente di rigettarlo per quanto concerne le parte che prevede la colmatura e la realizzazione di piazzali, nonché di dichiarare nullo il provvedimento di Via (Valutazione d’impatto ambientale) rilasciato nel 2007 per la banchina containers. I lavori sono stati introdotti dal vice presidente regionale di Legambiente, Enzo Parisi, il quale ha dichiarato che “Il progetto è inaccettabile per le molte ragioni tra cui la violazione delle norme comunitarie e nazionali di tutela degli ambienti naturali, l’inosservanza delle prescritte procedure di Valutazione di impatto ambientale, dalla mancanza del Piano regolatore portuale, dalla sottovalutazione dei rischi e degli impatti delle opere sui beni naturali e monumentali (forti Garcia e Vittoria, hangar per dirigibili e l’ex idroscalo), dallo stravolgimento paesaggistico e dalla ormai comprovata inattendibilità delle stime dei bisogni infrastrutturali e di traffico marittimo per i prossimi decenni”.

“La specializzazione del porto augustano – prosegue Parisi - erano i servizi e il bunkeraggio. Invece adesso qualcuno si ostina a guardare altrove, verso improbabili traffici di container su cui gli esperti mondiali non contano più, come Gioia Tauro che è stata fortemente ridimensionata con una notevole perdita di posti di lavoro”.

Parisi ha concluso affermando che: “il traffico di prodotti petroliferi e rinfuse solide è diminuito. Nel porto di Augusta vi è stato un netto e irreversibile calo sia nelle quantità di merce movimentata, sia nel numero di navi approdate negli ultimi quattro anni”.
Subito dopo è intervenuta Natalia Tringali, di Legambiente Augusta, che ha evidenziato l’importanza naturalistica dell’aera che verrebbe cementificata. Giorgio Sabella, docente di zoologia dell’Università di Catania, ha aggiunto che “vi sono delle irregolarità da un punto di vista procedurale della Via, ottenuta da un solo stralcio del progetto nel 2007. Valutazione che va data tenendo conto degli interventi complessivamente. Ci sono incongruenze da un punto di vista amministrativo, il parere ha valenza 5 anni, manca la valutazione sulle specie animali di interesse comunitario, non si tiene conto del Piano paesistico, non viene valutato il rischio idrogeologico, né quello sulla salute umana”.

Renzo Ientile, ornitologo dell’ateneo catanese, ha descritto le importanti specie di uccelli presenti nelle Saline, come il fraticello, il fratino e il cavaliere d’Italia. “Le Saline di Augusta hanno un grande valore qualitativo. Fanno parte di un più grande insieme di aree umide della Sicilia orientale. Le specie presenti hanno imparato a vivere pacificamente con l’uomo e quindi da un punto di vista didattico il valore di queste saline in Sicilia è unico”.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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