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Comiso decolla grazie a Ryanair
di Rosario Battiato

Michael Cawley, vice direttore generale della compagnia low cost: così si creano 150 posti di lavoro. Da agosto i primi voli. Piano industriale: a pieno regime 2 milioni di passeggeri

Tags: Comiso, Aeroporto, Trasporti, Ryanair



COMISO (RG) – A breve Comiso finalmente operativo. Lo scalo ibleo sorvolerà sopra una storia senza fine che ha vissuto capitoli assai poco edificanti come lo scandalo dell’aeroporto completato e mai avviato, i rimpalli di responsabilità, le proteste della cittadinanza, le speculazioni dei politici, le richieste del tessuto produttivo. Dal sette agosto cominceranno i primi voli, così come comunicato da Michael Cawley, deputy executive officer di Ryanair.

L’annuncio è stato dato ieri durante i lavori della conferenza sul turismo alla presenza di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e Rosario Crocetta, presidente della Regione.
La prima tratta sarà attivata per Roma Ciampino a partire dal 7 agosto con sei voli settimanali, dal 17 e dal 18 settembre voli bisettimanali rispettivamente per Bruxelles Charleroi e per Londra Stansed. Sembra che tutto sia finalmente andato per il meglio, ma la partita è ancora in gioco e restano alcuni aspetti da chiarire.

Michael Cawley, vice direttore generale della compagnia low cost irlandese, si è autodefinito padre dello scalo ibleo. I numeri sono importanti: Ryanair punta ad avere “150 mila passeggeri entro l’anno, a creare 150 posti di lavoro e risparmi per 13,8 milioni di euro per i clienti”. Il velo cade invece sull’accordo economico con la Soaco, anche se appare chiaro che la politica della Ryanair, è, come ha dichiarato il vicedirettore, basata sulla logica delle “casalinghe attente”, cioè andare a fare shopping dove costa meno. Non ci sarà “nessuna concorrenza - ha sottolineato Enzo Taverniti, presidente della Sac - tra Comiso e Catania”. E non ci sarà nessun conflitto tra Comiso, Catania e Trapani. L’aeroporto riprenderà il nome La Torre in sostituzione dello scalo militare “Vincenzo Magliocco” - ha ribadito Crocetta nel suo intervento – che sarà anche un omaggio a un uomo che si è speso per Comiso”.

“L’Italia ha un enorme potenziale inespresso al Sud - ha spiegato Antonio Tajani - E la Sicilia sta perdendo la partita del turismo nel Mediterraneo, dove dovrebbe essere leader”. Per Tajani dalla valorizzazione della infrastruttura passa il rilancio dell’economia siciliana visto che “il ragusano è il primo polo italiano per produzione lorda vendibile nell’agricoltura”, ed è anche”un’area di forte interesse turistico ancora da scoprire, con località marittime e siti dell’Unesco e archeologici di fama mondiale”. A pieno regime, secondo il piano industriale certificato da Ernst & Young, l’aeroporto potrebbe superare i 2 milioni di passeggeri. In tal senso, data anche la mole di contributi Ue (35 milioni di euro), bisognerebbe riconsiderare la classificazione degli aeroporti siciliani, in particolare di quello di Comiso, nel Piano per lo sviluppo aeroportuale”.

Il sesto aeroporto dell’Isola non lascia tutti soddisfatti. Protesta l’assaereo l’Associazione nazionale vettori ed operatori del trasporto aereo di Confindustria, che ha espresso “sdegno e sconcerto nel dover prendere atto che per giustificare le ingenti risorse impiegate per aprire e mantenere operativo lo scalo di Comiso altrimenti senza voli, non si trovi altra soluzione se non quella di alimentare ulteriormente le distorsioni competitive”.

Da risolvere resta il nodo relativo al servizio di assistenza al volo. Crocetta ha dichiarato che ne parlerà lunedì con Enrico Letta perché “non è possibile che il servizio di assistenza al volo per l’aeroporto di Comiso sia pagato con i fondi della Regione siciliana” anziché dallo Stato, “così come avviene in tutti gli scali di Italia”.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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