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Credito d’imposta: 1.183 imprese attendono la Regione lumaca
di Dario Raffaele

La graduatoria c’è da un mese: si attende l’apertura del canale telematico e di sbrogliare l’inghippo fidejussione. Per la compensazione con l’F24, se si salta il 16 giugno poi se ne parla tra un mese

Tags: Lavoro, Credito D'imposta, Impresa, Anna Rosa Corsello



CATANIA - Settimana decisiva, questa, per le 1.184 imprese siciliane entrate nella graduatoria finale dell’assessorato regionale al Lavoro per beneficiare del credito d’imposta previsto dalla L. 106/2011. Il 16 giugno, data in cui ogni mese le aziende devono fare i conti con i pagamenti delle tasse, è ormai prossimo. Ma ancora non c’è nessuna certezza riguardo la possibilità di compensare nell’F24 le somme dovute con il credito d’imposta.

Mercoledì scorso la dirigente Francesca Garoffolo, che segue direttamente le pratiche per usufruire del credito d’imposta, ci diceva che nel giro di due giorni sarebbero stati forniti i codici per attivare il canale telematico necessario per usufruire del beneficio, lo ripetiamo, tramite compensazione con l’F24. Ma dell’apertura di tale canale ancora non c’è stata data alcuna conferma.

Altro inghippo: per richiedere il credito d’imposta, l’articolo 8, comma 4 dell’avviso pubblico n. 1 del 25 luglio, che regolamenta le modalità per usufruire del credito d’imposta, prevede che i datori di lavoro ammessi al beneficio  “dovranno trasmettere al Dipartimento Lavoro polizza fideiussoria vincolata (…)”. Considerato che il credito d’imposta viene concesso solo dopo che l’assessorato ha verificato tutti i requisiti, quale funzione vuole avere questa polizza fideiussoria? Sembrerebbe un inutile pretesto per gravare l’azienda di una cifra che può variare dal 2 al 4 per cento di quanto ricevuto (una polizza fideiussoria costa infatti migliaia di euro). La dirigente generale dell’assessorato Lavoro, Anna Rosa Corsello, il 19 settembre scorso ci aveva risposto che “la fidejussione non avrà oneri per le imprese. Le faremo gravare sul Fse. Stiamo preparando l’avviso”.
 
Ma da quel giorno mai nessun avviso di tal genere è stato prodotto o, quanto meno, non è stato pubblicato sul sito dell’Assessorato e sulla Gurs. Dall’Assessorato ancora una volta giungono solo silenzi. Ma non è finita. Ammesso che sia necessario produrre tale polizza fideiussoria, l’Assessorato non ha neanche previsto a diffondere un modello di domanda in tal senso. In redazione sono già arrivate diverse richieste di chiarimento su come produrre questa polizza, ma anche in merito a questo punto, ad oggi, abbiamo ricevuto dall’Assessorato solo promesse di chiarimento. Sembra quindi più che concreta la possibilità che il prossimo 17 giugno le imprese si troveranno a dover pagare le tasse per l’attività svolta senza poter compensare con quanto legittimamente dovuto. Rischio concreto di dover far slittare la compensazione alla prossima scadenza fiscale (16 luglio), rischio concreto di lasciare migliaia di dipendenti privati senza stipendi. Ma tanto, i dipendenti pubblici, che facciano bene o male il loro lavoro, lo stipendio lo prendono puntualmente ogni mese.

Dei ritardi dell’applicazione della legge sul credito d’imposta, abbiamo già scritto tante volte. Una misura vitale per le imprese siciliane, ma che ha tenuto per 10 lunghi mesi i ritmi sonnolenti della Regione. Tanto è passato da quando, con l’avviso pubblico n. 1 del 25 luglio la Regione siciliana ha adottato il provvedimento necessario a stabilire le modalità e le procedure per la concessione del credito d’imposta previsto dalla L. 106/2011.

Lo scorso 15 maggio la Corte dei Conti si è espressa positivamente sulla graduatoria finale, vistando il relativo decreto firmato dal dg del dipartimento Lavoro. Ma a distanza di quasi un mese per più di un migliaio di imprese private non c’è ancora nessuna certezza.
 

 
L’approfondimento. Non concorre a formare reddito ai fini delle imposte
 
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, attraverso il modello F24, a partire dalla data di comunicazione dell’accoglimento dell’istanza ed entro due anni dalla data di assunzione. Il bonus, inoltre, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale è concesso.
Le compensazioni vanno effettuate utilizzando il modello di pagamento “F24”, indicando il codice tributo che comunicato da parte dell’Agenzia delle Entrate prima della pubblicazione degli elenchi ammessi a beneficio.
Il credito d’imposta non concorre a formare il reddito ai fini delle imposte sui redditi, né il valore della produzione, ai fini dell’Irap.
Si perde il diritto al bonus quando: 1) il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato è inferiore o pari a quello nei 12 mesi precedenti l’assunzione; 2) i nuovi posti di lavoro non sono conservati per almeno due anni dalle piccole e medie imprese o tre anni dalle altre imprese; 3) vi è accertamento definitivo di violazioni non formali alla normativa fiscale, a quella contributiva o a quella sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.
L’agevolazione non è cumulabile con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno comunitario.

Articolo pubblicato il 11 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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