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La crisi secondo Bankitalia: crollano Pil ed occupazione
di Luca Mangogna

Numeri a dir poco sconfortanti nel documento “L’economia in Sicilia” presentato lunedì a Palermo. Pesante calo degli investimenti delle imprese che incide sui prestiti bancari (-0,8%)

Tags: Economia, Pil, Lavoro, Occupazione, Disoccupazione, Giuseppe Arrica, Banca D'italia



PALERMO – La crisi in Sicilia peggiora incessantemente e l’economia nell’Isola non sembra trovare risorse per risalire. Sono numeri a dir poco sconfortanti quelli resi noti dal documento “L’economia in Sicilia” prodotto dalla Banca d’Italia. Solo nel 2012 infatti si è registrata una perdita netta del 2,7 del Pil regionale, un dato ancora peggiore di quello nazionale, fermo al meno 2,4.
 
Le stime dell’Istat e della Prometeia, sui cui studi il documento è stilato, non risparmiano quasi nessun settore. Viene infatti registrata una grave recessione soprattutto per quel che concerne l’industria e l’edilizia, mentre appaiono in lieve ripresa le esportazioni (più 8 per cento). Per contro, per il sesto anno consecutivo è crollata l’occupazione, ed è aumentata a dismisura la disoccupazione giovanile. In diminuzione anche i prestiti bancari (-0,8 per cento), a causa del pesante calo di investimenti delle imprese (soprattutto le piccole, -2 per cento) e della crescente debolezza del potere di spesa da parte delle famiglie.
 
Secondo le stime Prometeia il valore aggiunto dell’industria nel 2012 è sceso del 4,2 per cento in termini reali, registrando così un calo complessivo del 20 per cento nell’ultimo quinquennio, mentre il fatturato, stando ai dati di tutto lo scorso anno, è calato dello 0,9 per cento in termini nominali. Ridotti anche gli investimenti (- 6,2 per cento). Ancora peggiore è l’andamento delle imprese nel settore delle costruzioni: sempre secondo le stime Prometeia infatti nel solo 2012 il valore aggiunto del settore in Sicilia è calato, per il settimo anno consecutivo, del 7,9 per cento in termini reali.
 
L’occupazione nell’edilizia ha subìto un ulteriore crollo, tant’è che il numero dei lavoratori è sceso del 10 per cento (a fronte del 7,1 per cento del 2011) e le ore di lavoro denunciate alle Casse edili sono ridotte del 16,1 per cento. Le compravendite immobiliari, stando ai dati forniti dall’Agenzia del Territorio, sono calate del 27,4 per cento (rispetto al -25,8 del dato nazionale).
 
Per quel che riguarda il settore dei servizi e in particolare quello del commercio, secondo i numeri resi noti dall’Osservatorio Findomestic, viene registrata una diminuzione della spesa delle famiglie per beni durevoli (- 13,7 per cento).
 
Le immatricolazioni di automobili sono invece calate del 30,1 per cento rispetto ai numeri del 2011. Ridotta l’attività aeroportuale: in Sicilia nel 2012, stando ai dati Assaeroporti, il numero di voli è diminuito del 9,4 per cento e quello dei passeggeri del 6,2 per cento, una flessione che ha riguardato prevalentemente i trasferimenti nazionali, mentre quelli internazionali hanno mantenuto gli stessi numeri registrati nel corso del 2011.
 
L’occupazione nell’Isola ha segnato nel 2012 un profondo e ulteriore ridimensionamento: in dodici mesi si è ridotta del 2,7 per cento (a fronte del -0,5 per cento registrato nel 2011) ed è calata nel numero di oltre 38 mila unità, il dato più alto dall’inizio della crisi. Industria (-4,2 per cento) e costruzioni (-10 per cento) sono i settori più colpiti. Ridotta in maniera drastica l’occupazione giovanile: -6,9 per cento per la fascia d’età compresa fra i 15 e i 34 anni che sale a -9,8 per quella fra i 15 e i 24 anni. Notevole l’incremento del ricorso alla Cig, tant’è che le ore autorizzate sono cresciute del 37,8 per cento e la Cig straordinaria, compresa quella in deroga, per l’industria è aumentata del 54,8 per cento.
 


Giuseppe Arrica: "Numeri abnormi e inaccettabili"

PALERMO - “Da alcuni anni il Pil in Sicilia regredisce a un ritmo più elevato rispetto a quello nazionale. Negli ultimi cinque anni in Italia la diminuzione è stata del 7 per cento, mentre nell’Isola è stata del 10. É un fenomeno molto preoccupante che continua a verificarsi anno dopo anno. Sono numeri abnormi e inaccettabili”. Lo ha detto Giuseppe Arrica, direttore della sede regionale della Banca d’Italia, in occasione della presentazione dello studio sull’economia in Sicilia. Entrando nel merito, Arrica ha parlato dell’attività delle banche e dei crediti alle imprese. “In Sicilia – ha aggiunto – nel settore delle costruzioni, abbiamo registrato una percentuale del 54 per cento fra crediti deteriorati e crediti totali. Le banche però devono finanziare l’attività economica e le imprese, soprattutto quelle che presentano prospettive di recupero e di ripresa, tenendo conto anche che la qualità degli impieghi va a deteriorarsi”. Il direttore della sede siciliana della Banca d’Italia ha inoltre fatto una riflessione sulla qualità delle risorse umane nell’Isola. “Dalle ultime indagini eseguite sul grado di scolarizzazione e su quello di apprendimento – ha concluso Arrica - è emerso che in Sicilia questi sono tra i più bassi, anche fra le regioni meridionali. Gli investimenti devono tendere ad aumentare i livelli qualitativi dell'istruzione”.

Articolo pubblicato il 12 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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