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Palermo - Canale Boccadifalco da ripulire. Residenti della zona esasperati
di Claudio Di Gesù

Detriti e spazzatura vi si accumulano ormai da anni creando allarmi di carattere igienico-sanitario. Il Comune ha promesso interventi rapidi. Adesso, però, si attendono i fatti

Tags: Palermo



PALERMO - La dichiarazione d’intenti - manifestata qualche giorno fa dai partecipanti alla riunione che si è svolta all’interno dell’aula consiliare della IV Circoscrizione - non sembra lasciare dubbi sulla concreta possibilità di definire, in modo quanto più celere possibile, le problematiche legate al canale Bocccadifalco.

Rappresentanti della Regione (con l’onorevole Fabrizio Ferrandelli) e del Comune (l’assessore alla Vivibilità, Giuseppe Barbera e i responsabili del settore Ambiente, della Protezione civile, del Settore Manutenzione, del Coime, della Polizia municipale, servizio Nopa) sono stati accolti dal “padrone di casa”, il presidente della IV Circoscrizione, Silvio Moncada, e dai consiglieri di quartiere, promettendo di intervenire sulla questione.

L’assessore Barbera, ha assicurato che entro fine giugno costituirà un gruppo di lavoro per la bonifica ordinaria del canale, che dovrebbe terminare entro l'estate. Il Settore Manutenzione, invece, ha comunicato che entro l'anno partiranno i lavori per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza, con un progetto finanziato con Fondi Fas per l'importo di oltre tre milioni di euro.

Se le promesse saranno mantenute, questa iniziativa potrebbe mettere fine a una situazione di assoluto degrado e invivibilità per i numerosi residenti le cui abitazioni costeggiano, oppure sono nelle vicinanze del canale. Un’area in particolare è quella maggiormente interessata al problema: quella che va da via Nave alla via Cesare Terranova, nel quartiere Calatafimi.

LA STORIA - Situato a monte della città (oggi inglobato interamente da nuove costruzioni), il canalone Boccadifalco, proporzionato per il convogliamento delle portate a esso conferite dal vallone Paradiso e dal Vadduneddu, avrebbe dovuto assicurare, nella configurazione urbana degli anni Trenta, la difesa idraulica di una parte estesa del centro cittadino. Fu completato dopo le tragiche giornate dal 21 al 23 febbraio 1931, quando la città fu colpita da quasi cinquanta ore di pioggia ininterrotta che provocò provocando nei fiumi e nei torrenti piene notevoli, con conseguenti inondazioni e conseguenze che portarono all’inondazione della città.

LA SITUAZIONE ODIERNA
- Sono trascorsi più di ottant’anni da quell’evento e nulla o quasi è stato fatto per la difesa della città dalle acque provenienti dai monti, lasciando il capoluogo quasi del tutto indifeso di fronte ai prevedibili eventi alluvionali. Oggi il canale, oltre a essere insufficiente a garantire questa protezione, è al culmine del degrado igienico-sanitario, dovuto all’enorme quantità di detriti e spazzatura che vi si accumula. C’è di tutto e di più dentro il canalone, a cominciare dai rifiuti ingombranti che ostruiscono il defluire delle acque bianche e lo scarico di acque nere. Da qui l’odore nauseabondo che a tutte le ore inonda la zona e favorisce il libero moltiplicarsi di ratti.

L’AUSPICABILE FUTURO
– I rappresentanti della Circoscrizione si sono detti soddisfatti delle promesse dell’amministrazione, ma ovviamente a queste devono seguire i fatti. “Saremo – ha affermato Silvio Moncada - la spina nel fianco dell’amministrazione comunale. Faremo rispettare i tempi dettati oggi e metteremo in sicurezza il canale, per evitare che la mancata manutenzione possa causare danni irreversibili per i cittadini e per il territorio”.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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