Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Crisi dell’export sui mercati esteri. La Sicilia verso l’Ue perde il 20%
di Chiara Borzì

Allarmanti gli ultimi dati dell’Istat sul primo trimestre 2013: -5,2% di vendita sui mercati extracomunitari. La diminuizione del volume di guadagni dell’Isola è di 451mila euro in tre mesi

Tags: Economia, Crisi



PALERMO - Le nostre esportazioni sono in calo. Questo il responso degli ultimi dati forniti dall’Istat sul mercato italiano dell’export rilevate nel primo trimestre del 2013.

Nei primi tre mesi del nuovo anno, rispetto ai tre mesi precedenti, la vendita dei beni italiani all’estero è in diminuzione. A livello locale non assistiamo ad un flessione uniforme: perdono pesantemente presenza nel mercato solo le zone meridionali e insulari, meno quelle del Centro e il Nord-Est, mentre crescono addirittura le regioni dell’Italia Nord occidentale. I numeri parlano chiaro. Sud e Isole hanno perso rispetto il trimestre precedente il 7,8%, Centro e Nord-Est entrambe lo 0,9% mentre il Nord-Ovest guadagna 0,5%.

L’Istituto italiano di statistica fornisce nella sua analisi dati precisi per ogni regione, specificando anche quali settori hanno perso più appeal, confrontando questo trimestre anche con lo stesso periodo del 2012.
Per l’appunto rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente, nel primo trimestre 2013 la dinamica dell’export nazionale è diminuito dello 0,7%. Le sole regioni dell’Italia insulare perdono il 9,7%, le meridionali il 6%, le Nord-orientali lo 0,8%, ma arriva un risultato positivo, quello conseguito dall’Italia centrale, +2,2%.

Le regioni che contribuiscono maggiormente alla flessione dell’export sono Puglia (-16,1%), Sicilia (-9,9%), Friuli-Venezia Giulia (-6,8%), Lombardia (-0,6%) e Sardegna (-9,1%). Tra le regioni in espansione si segnalano particolarmente dinamiche Marche (+13,2%), provincia di Bolzano (+3,8%), Liguria (+2,5%) e Lazio (+2,4%). Nel primo trimestre 2013 le esportazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Lazio e di metalli di base e prodotti in metallo, risultano in forte diminuzione. Il mercato siciliano è dunque pienamente coinvolto nel calo, essendo questo l’unico settore per noi trainante. Ancora nel primo trimestre del 2013, tra le province con il più elevato contributo alla diminuzione dell’export nazionale troviamo due siciliane, Siracusa e Caltanissetta (-20,9% e -89,3%), due meridionali, Taranto e Napoli, una isolana, Cagliari e due Toscane, Firenze e Arezzo. Il Centro partecipa in negativo addirittura con la capitale, Roma.

Venendo ai mercati, nel primo trimestre 2013 Lombardia (-4,4%), Emilia Romagna (-6,6%) e Piemonte (-5,4%) sono le regioni che contribuiscono maggiormente alla diminuzione delle vendite verso i paesi della Ue. Le esportazioni di Puglia (-22,6%) Sicilia (-18,2%) e Liguria (-18,3%) verso la medesima area sono in sensibile diminuzione. Per Marche (+13,4%), Lazio (+3,5%) e Valle d’Aosta (+3,0%) si rileva, invece, un aumento delle vendite verso i paesi Ue.

Per quanto concerne le vendite sui mercati extra Ue, le regioni per le quali si rilevano le maggiori diminuzioni nel primo trimestre del 2013 sono (in ordine di contributo alla diminuzione delle esportazioni nazionali verso quest’area): Sicilia (-5,2%), Puglia (-7,2%), Campania (-3,6%), Friuli-Venezia Giulia (-4,2%) e Sardegna (-3,9%) mentre si rileva un significativo aumento per Lombardia (+4,2%), Piemonte (+12,4%) ed Emilia Romagna (+7,5%).

Neppur minori, le flessioni delle regioni del Nord sono determinati perchè rappresentano i principali mercati di sbocco dell’export italiano. Non per caso importanti legami economici esistono tra: Piemonte e Svizzera, Lombardia e Svizzera, Emilia-Romagna e Stati Uniti, Piemonte e Giappone, Lombardia e Germania.
L’Istat fornisce nella sua analisi l’ammontare di euro che ogni zona d’Italia ha perso o guadagnato in questa prima trance del 2013.

A livello nazionale siamo passati da un volume che dai 95 milioni di euro è sceso al 94.6 milioni. Procedendo da Nord a Sud si rileva il già annunciato aumento delle zone Nord-Centro, da 82.8 milioni di euro a quasi 83 milioni (+337 mila euro), la diminuzione delle esportazioni meridionali (-394 mila euro) e dell’Italia insulare in cui, Sicilia in testa, sappiamo essere andati persi 451 mila euro tra gennaio-marzo-aprile 2013.

La nostra isola si colloca nel mercato in uscita grazie alla già citata esportazione di coke e i prodotti petroliferi raffinati. Secondo quanto riportato dall’Istat non abbiamo un partner europeo di riferimento ma il contributo della regione alla variazione delle esportazioni nazionali è ugualmente rilevante, così come lo è quella a livello regionale arrivato sino al primo posto a causa del -18,8% di perdite.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus