PALERMO – È sconfortante pensare alla Sicilia come a un’Isola che potrebbe vivere di solo turismo, e accorgersi di una realtà molto diversa. Gran parte del patrimonio siculo è, infatti, a rischio estinzione. Cinquanta sono le perle in pericolo secondo Legambiente. Ma è nulla se a questo si aggiunge il quadro tratteggiato dalla Carte del rischio, tra il 2007 e il 2009, quando fu rivelata l’esistenza di oltre 10 mila beni in stato di abbandono. Cosa fa la Regione di fronte a una simile situazione? Nulla. Sono prossime allo zero le cifre stanziate per il restauro del nostro patrimonio, mentre le spese per mantenere il personale dell’assessorato ai Beni culturali ammontano a circa 196 mln €. L’ennesima stridente sproporzione di scena nel teatro dell’assurdo. Ma nessuno pianga miseria: la Legge 35/2012 ha messo nelle mani delle Pa uno strumento per rimediare alla carenza di fondi, ovvero una più agile ricerca di sponsor privati. (continua)

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Selinunte, Castello Svevo, Duomo di Naro a rischio. Assessorato Beni culturali: 196 mln € all’apparato, briciole per i restauri. La soluzione nella L. 35/12 ma le Soprintendenze immobili la ignorano colpevolmente
