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Buongiorno Italia, Buongiorno Regione
di Carlo Alberto Tregua

La Rai le ferma per tre mesi

Tags: Rai



Il 14 giugno è stata effettuata l’ultima trasmissione di Buongiorno Italia, Buongiorno Regione, trasmessa dalla Tgr, dalle 7 alle 8 della mattina. Essa riprenderà a settembre, dopo oltre tre mesi. Il programma, suddiviso in due parti, nazionale e regionali, è vario, interessante, puntuale e ben condotto. La sua sospensione per un quarto di anno priva i telespettatori, nazionali e regionali, di una serie d’informazioni dirette che fanno comodo, anche perché trasmesse a capo della mattina.
Non si capisce in base a quale sistema organizzativo la Rai sospenda questa trasmissione. Non certo per carenza di personale, che abbonda. Undicimila dipendenti con quasi duemila giornalisti dislocati nei maggiori centri per l’informazione nazionale e nelle venti regioni per quelli locali, sono un numero adeguato.
Non sarà certo la necessità di dare le ferie, indispensabili, a creare tale cessazione, perché il ricambio dei giornalisti è abbondante, per cui nel periodo estivo si potrebbero lanciare tanti volti (tv) e tante voci (radio) di giovani giornalisti meritevoli, che sicuramente ci sono.

La Rai è la prima industria dell’informazione in Italia, un colosso con 15 reti trasmesse sul digitale terrestre, ciascuna delle quali dotata di direttore e di organico. Il canale 48 Rai news 24, è competitivo con quello di Sky e con Tgcom del canale 51.
L’uscita di Corradino Mineo, diventato senatore, non ha fatto perdere qualità allo stesso canale. Dispiace che non ve ne sia uno analogo in Radio Rai. Potrebbe diventarlo Gr Parlamento, opportunamente trasformato e attrezzato, mentre ora per lunghi periodi della giornata trasmette buona musica. Al limite si potrebbe collegare con Rai news 24 e diventare la voce della trasmissione televisiva.
Comprendiamo perfettamente che la massa si annoi ad ascoltare informazione, ma i cittadini devono avere la voglia di sapere sempre di più come funzionano (o non funzionano) le istituzioni statali, regionali e locali, per capire se chi le amministra agisce bene o male.
I cittadini, attraverso l’informazione dei canali televisivi pubblici e privati, potrebbero formarsi un autonomo convincimento che li farebbe crescere per diventare cittadini veri e non terminali di questo o quel Comico, improvvisatosi politico, di questo o quel Partitocrate che fa solo i propri interessi.
 
La Rai ha perso 244 milioni nel 2012 sotto la gestione del direttore generale Luigi Gubitosi. Ci dispiace questo risultato, perché quando Mario Monti lo ha nominato, era stato detto che aveva ottime qualità di manager, capace di rimettere in sesto quel bilancio catastrofico.
I fatti gli hanno dato torto e non ci si venga a dire che è effetto della crisi (che ha prodotto il calo della pubblicità), anche perché il canone incassato è rimasto più o meno nell’ordine di 1,7 miliardi di euro: una cifra imponente.
Gubitosi non ha proceduto a tagliare le spese superflue e non utili alla produzione dei servizi. Egli ha continuato a mantenere sovrastrutture inutili che hanno portato al risultato disastroso del bilancio prima indicato. Significa che il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze), socio unico della Rai spa, dovrà ripianare il debito; il che vuol dire che dovrà erogare i 244 milioni che una gestione incapace di andare al pareggio ha provocato. Un vero peccato che il servizio pubblico debba costare tanto, inutilmente.  

E veniamo alla rete regionale della Sicilia. Essa non può che attuare le direttive che provengono dalla terza rete nazionale. Ma, come si scriveva prima, è un peccato. La Tgr, con la sua mattutina Buongiorno Regione, dal lunedì al venerdì, ha fatto trenta minuti giornalieri d’informazione efficiente.
I presentatori e le presentatrici sono tutti bravi. Fra essi mi piace ricordarne una che è stata mia collaboratrice brava fin da allora, Lidia Tilotta, e mi piace ricordare un’altra brava giornalista al vertice della redazione, Silvana Polizzi, anch’essa molto promettente quando mi collaborava. Auspichiamo che questa nota venga recepita dai piani alti della Terza Rete nazionale perché si eviti questa sospensione il prossimo anno. Anzi, dalla data della ripresa prima indicata, sarebbe auspicabile che la trasmissione si estendesse anche al sabato.
I siciliani hanno bisogno di essere informati anche per essere formati. Noi, più che mai, abbiamo il dovere di capire sempre di più come vanno le cose, in modo da chiedere quello che è ottenibile e non l’impossibile, ma anche comportarci adeguatamente, per dare alla collettività tutto quello che possiamo, in termini di apporto civile e sociale.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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