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Formazione: nessuna certezza per il nuovo corso dell’Avviso 20
di Michele Giuliano

La Regione comunica l’avvio della seconda annualità ma frena: “Sotto la responsabilità degli enti”. I progetti dovranno essere rivalutati per avere l’ok allo stanziamento dei fondi

Tags: Anna Rosa Corsello, Formazione, Avviso 20, Lavoro



PALERMO - Avvio delle attività per la seconda annualità dell’Avviso 20 “ma sotto la responsabilità degli enti di formazione”. La comunicazione ufficiale di prosecuzione del nuovo anno di attività formative in Sicilia non riesce a fugare ogni dubbio, anzi, li continua sempre di più ad alimentare. A gettare ombre la nota del dirigente generale del Dipartimento della Formazione professionale della Regione Sicilia, Anna Rosa Corsello, che in poche righe lascia moltissimi punti interrogativi al mondo della formazione siciliana.

Se da una parte annuncia la prosecuzione delle attività dall’altra però rimane tutto sostanzialmente in stand-by: “Si comunica che i soggetti attuatori dei percorsi formativi del Forgio e Fas, ad eccezione di quelli che sono stati oggetto della revoca del finanziamento o dell’accreditamento, - sottolinea la Corsello – sotto la propria responsabilità potranno procedere all’avvio delle attività propedeutiche alla realizzazione dei percorsi formativi conclusi con successo nel precedente anno e che intendono riproporre per l’anno 2013-2014”.

In sostanza non vi è alcuna certezza sulla riconferma di tutti i corsi, a prescindere da quelli i cui enti hanno avuto tolto l’accreditamento per una serie d’irregolarità rilevate. Infatti il nuovo finanziamento dovrà essere soggetto all’esito della valutazione della manifestazione di interesse e delle proposte di riedizione dei progetti finanziati. Da qui la dicitura “sotto la propria responsabilità” proprio perché non tutti i progetti saranno rifinanziati per effetto dei tagli effettuati dal governo regionale.
Infatti il nuovo Avviso emanato dall’assessorato regionale alla Formazione prevede il finanziamento della seconda annualità dei corsi di formazione che per il 75 per cento saranno a carico del Fondo Sociale Europeo e finanziati dal 'Piano giovani' con 170 milioni di euro.
 
Il 'Piano giovani' sarà anche orientato all'inclusione dei soggetti della fasce svantaggiate al fine di agevolarne l'ingresso nel mondo del lavoro. “L’Amministrazione regionale intende procedere, – si legge in una recente circolare firmata dall'assessore Nelli Scilabra e dal dirigente generale Anna Rosa Corsello – nei limiti delle risorse a ciò destinate, alla riedizione dei percorsi formativi, realizzati con successo nell’annualità 2012/2013 sull’ambito “Forgio” dell’avviso “Percorsi formativi per il rafforzamento dell’occupabilità e dell’adattabilità della forza lavoro siciliana”.

La riedizione dei pacchetti formativi nell’ambito citato, prosegue la circolare, non potrà superare l’85 per cento del volume economico dei singoli pacchetti come approvati e finanziati nell’annualità precedente”. Poi ci sono altri dubbi che sono insinuati dai rumors che provengono dagli addetti ai lavori. Secondo Benedetto Scuderi, presidente dell’ente storico Asef , “da informazioni assunte sembra che la comunicazione che è stata pubblicata dal Dipartimento non prevede il riconoscimento della spesa a far data dall’otto giugno”, giorno di chiusura delle attività formative della prima annualità.
 


L’approfondimento. Con 220 mln di € restano scoperte 300.000 ore
 
I 220 milioni del nuovo Piano basteranno a finanziare 1 milione e 700 mila ore di formazione, lasciandone scoperte ben 300 mila. Un risultato a cui si arriva considerando che per le attività previste nell’anno 2013-2014 le ore di formazione sono circa due milioni e che ciascuna ha un costo di 129 euro. I sindacati presenti al tavolo tecnico hanno puntualizzato in merito all’esigenza di non creare disagio al personale degli enti. Un obiettivo chiaramente indicato da Benedetto Scuderi, presidente di Asef: “Confidiamo – dice – che il governatore Crocetta tenga fede a quanto ha dichiarato in fase di presentazione del Piano. Ci ha infatti garantito che se fossero emerse esigenze legate alla mancanza di risorse economiche se ne sarebbe discusso e in ogni caso che il governo regionale avrebbe tentato il possibile per trovare i fondi”. Le attuali premesse preoccupano e non poco gli enti di formazione, soprattutto quelli con un esiguo numero di ore di attività. In attesa di capire cosa accadrà, il confronto continua ad avere toni accesi. Al tavolo tecnico di questi giorni non sono mancati i momenti di tensione, pare che l’amministrazione regionale rimanga molto rigida su certe posizioni.

Articolo pubblicato il 27 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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