Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Calogero Firetto: "Governo caratterizzato da uno scarso dialogo"
di Francesco Sanfilippo

Forum con Calogero Firetto, presidente gruppo Udc all’Ars

Tags: Calogero Firetto



È d’accordo con l’azione politica finora svolta dall’Udc nazionale?
“La vicenda delle politiche è stata traumatica per scelte che potevano essere fatte in maniera diversa. Aver scelto di nascondersi dietro l’ex primo ministro Monti, rinunciando a fare campagna elettorale, ha determinato l’insuccesso dell’Udc alle elezioni politiche. Se a questo, si aggiunge la scelta di tirar fuori, all’ultimo momento, il proprio simbolo per il proporzionale, creando confusione nell’elettorato, è chiaro che si è fatto il massimo in negativo”.

L’Udc siciliano ha conseguito successi notevoli, ottenendo la presidenza dell’Assemblea regionale con Giovanni Ardizzone e un ministro, Giampiero D’Alia.
“L’Udc ha realizzato una struttura leggera e nuova che ha attirato molto l’elettorato, com’è successo ad Agrigento dove alle regionali l’Udc è arrivato a ridosso del Popolo della Libertà. Invero, il nocciolo duro del partito non è capace di gestire il consenso in modo paragonabile a ciò che si faceva nella precedente struttura. Questo tipo di gestione è estraneo alle nuove generazioni del partito e siamo poco attrattivi da questo punto di vista. Invece, lo siamo come idee, che è il nostro modo di concepire la politica”.

Come sono i rapporti con il Governo regionale guidato dal presidente Rosario Crocetta?
“In questi cinque mesi, il Governo Crocetta non si è caratterizzato per il dialogo, pur avendo noi assecondato l’iniziativa del Governo stesso. È chiaro che un Governo deve realizzare una fase fondativa e, non a caso, è stata fatta una scelta coraggiosa, puntando su Crocetta. Ritengo che questa fase debba passare necessariamente dalla compattezza, dalla coralità e dalla condivisione strategica delle scelte. Se invece ciascuno continua a giocare per conto suo, non si rende un servizio ai siciliani. Quando, per esempio, ho chiesto per primo un governo di alto profilo politico, non mi riferivo a un cambio degli assessori. Un simile governo si può costituire solo se si possiede una visione strategica e condivisa dagli alleati. Poi, ritengo personalmente che la gente che elegge un deputato, si aspetti che governi, che metta in atto ciò che ha detto, non che veda un tecnico al suo posto. Ciò che mi preoccupa, quindi, è una scelta che avviene senza il passaggio elettorale, come è accaduto con i Governi del presidente Raffaele Lombardo”.

Ritiene necessari i tagli sui costi della politica e l’abolizione della legge regionale 44 del 1965 che ha “agganciato” l’Assemblea regionale siciliana al Senato?
“È stata già insediata la commissione che se ne sta occupando. Personalmente, penso che, in un momento di difficoltà come questo, occorra dare degli esempi. Credo, inoltre, che abbiamo vissuto a lungo sopra le nostre possibilità, perciò preferirei che ci si occupasse delle vere difficoltà esistenti. Bisogna considerare comunque che chi ha un ruolo, deve poterlo portare avanti e in certi casi per questo deve affrontare anche alte spese”.

Quali sono i disegni di legge portati avanti, finora, dall’Udc?
“L’Udc si sta intestando diversi disegni di legge, tra cui quello sull’acqua. Il primo disegno di legge su quest’argomento è stato presentato dal Pd, mentre un secondo è stato presentato dall’Udc che sta nel solco degli esiti referendari e che individua l’acqua come bene pubblico dentro la cornice di legge. In realtà, non ha importanza che il sistema possa essere pubblico o privato, purché sia efficiente. L’acqua può essere servita a un prezzo adeguato che tenga conto del costo di produzione, mentre l’importante è che il prezzo sia ridotto per gli utenti. Inoltre è stato esaminato anche un disegno di legge del Governo che, seppur meno articolato, mette dei punti fermi su questa materia. Quest’ultimo introduce una linea di mediazione che permette l’introduzione di emendamenti e già ne sono stati presentati alcuni da parte dell’Udc. Altri progetti presentati sono i disegni di legge sull’Ente porto di Messina e l’esenzione dal bollo per le associazioni di volontariato”.
 
Secondo lei, per guadagnare punti di Pil in Sicilia, che cosa si dovrebbe fare?
“Una volta eravamo il granaio dell’Italia, mentre oggi sull’energia la Sicilia occupa nuovamente un ruolo simile. Per questo, occorre muoversi molto meglio col piano energetico regionale, facendo in modo che gli asset energetici possano fruttificare di più e meglio. Un esempio è offerto proprio da Porto Empedocle, dove si riesce a spuntare misure compensative così imponenti che portano vantaggi notevoli su un’area molto vasta. Questa sinergia tra potere pubblico e attività produttive deve essere promossa, poiché l’impresa va vista come un elemento di sviluppo, non come ente da spremere. Un esempio è il rigassificatore di Porto Empedocle, dove il Comune ha contribuito con 5 milioni di euro per la creazione di un porto adatto alle navi da crociera, mentre l’Enel sta mettendo 8 milioni a favore del progetto. Altri milioni dovranno essere trovati dallo Stato che ha definito il porto d’interesse nazionale”.

Il turismo può costituire una risorsa?
“Il settore turistico va riformato con una legge-quadro che agevoli realmente il settore, inserendolo in una visione strategica che, finora, è mancata. Nei 5 anni del Governo Lombardo non si è avuta una visione strategica del turismo, ma ora questo governo deve lavorarci seriamente. L’ente Turismo ci ha scritto che i flussi turistici interni vanno a ridursi a causa della crisi economica, ma quelli internazionali non stanno diminuendo, anzi sono in crescita. Occorre segmentarli e intercettarli, sfruttando quelli di tendenza come quelli offerti dagli appassionati di golf. In questo quadro va considerata la mobilità legata al turismo, poiché in Sicilia non ci sono agenzie turistiche che portano i visitatori”.

L’agricoltura può essere un’altra leva di sviluppo?
“Sì, l’agricoltura può essere un’altra leva con i marchi doc. Poiché non si è scelta opportunamente la strada della macelleria sociale, occorre muoversi con i fondi strutturali con tempi certi. Occorre, inoltre, ridefinire gli assi di programmazione che non possono essere lasciati al singolo funzionario, poiché occorre la cabina di regia politica. La nostra leva keynesiana è data dai fondi europei e occorre essere aperti a 360°. È necessario il miglioramento della viabilità, l’infrastrutturazione elettrica dell’Isola e gli investimenti sulle energie rinnovabili, come nei veicoli elettrici, dove s’investe poco”.

Lei fa parte della commissione Servizi sociali e sanitari. Quali provvedimenti sta studiando la commissione in questo momento?
“Il Governo Lombardo ha lavorato molto sulla sanità con il piano di rientro e alcune misure sono state prese. L’importante è che nelle strutture ci siano professionisti che valgono, altrimenti la gente va fuori a curarsi e non risolviamo il problema della mobilità sanitaria. Comunque, la Commissione Servizi sociali e sanitari sta esaminando gli aspetti riguardanti l’efficienza ospedaliera e il piano di rientro, tenendo d’occhio la nomina dei manager che siano di qualità e che seguano questo percorso virtuoso, riducendo il deficit accumulato. Inoltre, si sta studiando la razionalizzazione degli ospedali sul piano regionale. Queste sono grandi sfide che vanno intraprese per salvaguardare le eccellenze presenti in regione”.

Articolo pubblicato il 28 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Calogero Firetto: "Governo caratterizzato da uno scarso dialogo" -
    Forum con Calogero Firetto, presidente gruppo Udc all’Ars
    (28 giugno 2013)
  • Curriculum Calogero Firetto - (28 giugno 2013)


comments powered by Disqus
Calogero Firetto, presidente gruppo Udc all’Ars
Calogero Firetto, presidente gruppo Udc all’Ars