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Sanatorie, sindaci scoprite il tesoro
di Rosario Battiato

Negli uffici urbanistici dei Comuni circa 300mila pratiche ancora da esitare e 700 milioni di potenziali incassi. L’abusivismo avanza, gli enti piangono perché non hanno soldi per le demolizioni

Tags: Sanatoria



PALERMO – Tra i tanti tesori sommersi di Sicilia ce n’è uno che proprio nessuno può toglierci se non le lentezze burocratiche e giudiziarie. Una stima dello smaltimento delle oltre 300 mila pratiche di sanatoria edilizia che ancora giacciono nei cassetti degli uffici urbanistici dei Comuni, bloccate da procedimenti in corso oppure sospese in attesa di integrazione di documenti, porterebbe ad una iniezione di liquidità da circa 700 milioni di euro per gli enti locali.
La media di esitazione delle pratiche, cioè la chiusura del processo di sanatoria edilizia, è lunghissima e avanza a medie bassissime che oscillano tra il 2 e il 4% all'anno. Seguendo questa tempistica ci vorranno ancora più di due decenni per vedere completate tutte le pratiche e intanto i Comuni avranno sempre meno soldi per proteggere il territorio e per procedere alle demolizioni delle opere insanabili che in Sicilia sono veramente tante. (continua)

Articolo pubblicato il 28 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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