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Scontro Ars-Governo bacchettati dalla Corte
di Raffaella Pessina

Ardizzone: “Il Governo dia le priorità”. Crocetta: “Ma il Parlamento che fa?”. Dina, pres. Commissione Bilancio: “Urgente sentire Bianchi”

Tags: Ars



PALERMO - Hanno avuto un seguito le dichiarazioni del governatore siciliano, Rosario Crocetta legate, al mancato esame del ddl anticorruzione e la condizione di ‘stallo’ del Parlamento regionale che non ha varato nuove leggi dopo la finanziaria.
Il presidente dell’Ars Ardizzone ha risposto dicendo: “Apprendo con favore che il Governo regionale ha finalmente approvato una manovra di assestamento di bilancio, che speriamo possa dare serenità sulla tenuta degli equilibri. Mi auguro che adesso il Governo, nella prossima Conferenza dei capigruppo, già convocata per mercoledì prossimo, voglia indicare le priorità legislative. Finora, infatti, le priorità evidenziate dal Governo, in Conferenza dei capigruppo, hanno riguardato soltanto i disegni di legge sulla preferenza di genere e la soppressione delle Province regionali”. 

Prontamente gli ha risposto il presidente della Regione Crocetta: “Non capisco perché debba essere necessariamente il governo ad indicare tutte le priorità, il Parlamento che fa? L’Assemblea non sa valutare le sue priorità?”.”Non c’e’ alcun difetto di comunicazione tra governo e Parlamento, è tutto chiaro le nostre priorità le abbiamo gia date”, ha poi aggiunto Crocetta.
Ulteriore replica di Giovanni Ardizzone che ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’udienza sul giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio 2012 a Palermo. “Non è il momento delle polemiche - ha detto Ardizzone -  comprendo le difficoltà del governo però occorre abbassare i toni. Non è il caso di alzare un polverone”. “Pur comprendendo le difficoltà in cui si trova a operare – ha proseguito - anche alla luce del giudizio di parificazione, invito il presidente Crocetta a lavorare in sinergia con tutto il Parlamento. E’ quella la sede opportuna nella quale confrontarsi, anche in ordine alla verifica dell’attuazione, da parte del governo regionale, della recente legge nazionale 190/2012, meglio nota come legge anticorruzione nella Pa, nonchè della legge regionale 5/2011, che porta la firma dell’autorevole assessore dell’epoca Caterina Chinnici, relativamente alla trasparenza amministrativa, al contrasto alla corruzione e alla criminalità di stampo mafioso”.

Il presidente della Commissione Bilancio dell’Ars Nino Dina (Udc), ha commentato i rilievi della Corte dei Conti dicendo che “E’ urgente che la commissione Bilancio senta al più presto l’assessore regionale per l’Economia Luca Bianchi in merito ai rilievi formulati dalla Corte sull’elevato livello dei residui attivi e sulla conseguente necessità di ripristinare, già all’interno del disegno di legge di assestamento varato dalla Giunta, le disponibilità del capitolo 212713, Fondo corrispondente alla quota non utilizzabile del maggiore avanzo accertato, per un importo che si stima di circa 220 milioni di euro”.
 
Ciò mette a rischio la possibilità, - prosegue Dina - per il Parlamento regionale, all’interno della manovra di assestamento o con apposito disegno di legge, di utilizzare il presumibile minore disavanzo della gestione 2012 (circa 80 milioni di euro) per rimpinguare i capitoli di intervento che attualmente risultano sottostimati, come gli enti locali, i contributi regionali agli enti ed alle associazioni che svolgono attivita’ di rilievo nei settori della cultura e dell’assistenza socio-sanitaria (24 milioni di euro), gli ulteriori 110 milioni di euro ai capitoli di spesa dell’allegato 1 all’articolo 72 della legge finanziaria 2013, attualmente bloccati in attesa della verifica tecnica dei risultati di gestione del settore sanitario”. Dina ha disposto l’integrazione dell’ordine del giorno della seduta d’Aula del prossimo 2 luglio 2013, per trattare la questione.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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