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Quotidiano di Sicilia

Bergoglio a Lampedusa per incontrare gli ultimi
di Roberto Quartarone

In aiuto non solo dei migranti, ma anche degli abitanti di Lampedusa, che hanno bisogno di supporto spirituale per la situazione che attraversa l’isola a ogni sbarco

Tags: Extracomunitari, Stefano Nastasi, Lampedusa, Papa Francesco, Angela Maraventano



LAMPEDUSA (AG) - “Avevo immaginato che papa Bergoglio, essendo figlio di migranti, avrebbe compreso profondamente le problematiche legate all'immigrazione”. Le preghiere di Stefano Nastasi, parroco della chiesa di San Gerlando a Lampedusa, si sono avverate lunedì, quando papa Francesco ha annunciato il suo viaggio verso l’isola più a Sud d’Italia, la porta d’Europa per i migranti che tentano il grande salto dal Nordafrica.

La portata simbolica della decisione del nuovo pontefice va oltre il gesto in sé. Si è lontani anni luce dall’idea del capo religioso che incontra capi di stato e potenti della terra: Bergoglio incontrerà gli ultimi, che proprio nelle scorse settimane hanno ripreso ad affluire in massa a bordo dei gommoni. La sfida è anche a chi attacca i migranti e gli extracomunitari.

Ad esempio, proprio ieri, l’ex vice sindaco lampedusano Angela Maraventano della Lega Nord ha rinfocolato il dibattito sul ministro Cécile Kyenge a Radio24: “Non voglio rispedire la Kyenge in Congo però se lei è stata brava a fare tutto quello che ha fatto e ad arrivare dove è arrivata, oggi secondo me è arrivato anche il momento di poter liberare la sua gente”.

Un messaggio radicalmente opposto a quello che dà papa Francesco, interpretato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. “La presenza del Santo Padre a Lampedusa - ha spiegato ieri - sarà sicuramente un segnale di speranza per le persone che cercano una vita migliore, che sono spesso in fuga da situazioni di povertà estrema, di miseria o di mancanza di libertà”. Sarà inoltre un “richiamo all'intera società, all'intero Paese perché diventiamo sempre più una società che sa accogliere nel rispetto, nell'equità e nella giustizia”. Non solo, la visita servirà anche per supportare gli abitanti di Lampedusa, che hanno bisogno di un aiuto anche spirituale per la situazione che attraversa l’isola a ogni sbarco.

La sorpresa, in ogni caso, è generale: “Mai avrei immaginato che il primo viaggio del Papa fuori dalla diocesi di Roma fosse proprio a Lampedusa”, ha commentato ancora Nastasi a Radio Vaticana. E non ci sarà nessun grande evento per accoglierlo, proprio per il basso profilo che in quest’incontro si vuole mantenere.

Articolo pubblicato il 03 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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