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Papa Francesco vicino ai sofferenti
di Redazione

"Dovevo venire per forza" ha detto al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Ieri ad Agrigento un senegalese ha restituito un portafoglio trovato a terra

Tags: Gerlando Gibilaro, Unicef Italia, Giacomo Guerrera, Giusi Nicolini, Lampedusa, Papa, Francesco



LAMPEDUSA (AG) - "Dovevo venire per forza, ci sono ventimila morti sotto il mare, non si può fare finta di niente". Le parole di papa Francesco al sindaco Giusi Nicolini hanno fatto il giro di tutto il mondo e riassumono il senso della sua visita a Lampedusa. "Non siete voi che dovete ringraziarmi - ha sottolineato rivolgendosi al primo cittadino - ma sono io che devo dirvi grazie per quello che fate". Francesco è poi rimasto molto colpito dal regalo ricevuto dal sindaco, un libro con le foto dei migranti, vivi e morti, arrivati a Lampedusa. Molte le reazioni delle organizzazioni internazionali per la tutela dei migranti, tra cui l’Unicef Italia.
 
Il presidente Giacomo Guerrera ha espresso apprezzamento per il particolare gesto di lanciare in mare una corona di fiori in ricordo dei tanti migranti morti in questi anni nel tentativo di raggiungere l'Italia. “Assume un significato straordinario: tra questi migranti - chi in cerca di protezione da guerre e conflitti, chi, schiacciato dalla povertà, in cerca di un futuro migliore - anche molti bambini innocenti”.
 
E nella giornata della visita del Papa a Lampedusa si segnala un episodio, che in un'altra giornata avrebbe fatto meno impressione: un giovane senegalese che ha trovato per terra un portafogli l'ha restituito. Il portafoglio era del consigliere comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, e il senegalese ha detto: “I soldi mi farebbero comodo ma io non prenderei nulla che non mi appartiene".

Articolo pubblicato il 08 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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