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Quotidiano di Sicilia

Muos, spunta una penale da 18 mld $
di Roberto Quartarone

La “revoca revocata” spiana la strada alla ripresa dei lavori per l’impianto di telecomunicazioni dell’esercito Usa. Occupata la sala consiliare di Niscemi, proteste degli attivisti davanti al Cga a Palermo

Tags: Muos, Penale, Crocetta, Attivisti, Niscemi



PALERMO – Il voltafaccia del Governo regionale sulla questione Muos ha scatenato l’indignazione dei comitati contrari all’impianto di telecomunicazioni dell’esercito degli Stati Uniti. Con la “revoca revocata” da Rosario Crocetta, i lavori sospesi mesi fa riprenderanno presto e buonanotte al principio di precauzione con il cui il Tar di Palermo aveva respinto il ricorso allo stop del ministero della Difesa.

In un primo momento, sembrava chiaro che la Regione avesse deciso di dar un nuovo via libera ai lavori perché influenzata dalla notizia che la relazione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) aveva certificato che erano “del tutto trascurabili” i rischi per le persone derivanti dall’installazione delle antenne e dei sistemi elettromagnetici in contrada Sughereta, a Niscemi. La notizia era trapelata la settimana scorsa, suscitando polemiche per l’assenza di un allegato in cui si esprimono anche delle preoccupazioni e delle tesi diverse di altri esperti, nominati anche dalla Regione.

Si è scoperto ieri, invece, che il vero motivo sarebbe una penale che la Sicilia dovrebbe pagare nel caso i lavori non fossero portati a termine. La cifra, secondo il governatore, sarebbe di 18 miliardi di dollari, circa 13,7 miliardi di euro, cioè l’importo che gli Usa stanno investendo per realizzare la struttura. Nemmeno la chimera del Ponte sullo Stretto costerebbe tanto, anzi se ne potrebbero costruire due, risparmiandoci pure qualcosa.

La sentenza del Cga (che dovrebbe arrivare oggi) passa quindi in secondo piano: la Corte di giustizia amministrativa è stata praticamente esautorata vista la decisione del governatore. Davanti alla sede della Cga di Palermo si è installato ieri un presidio di attivisti, con le mamme No Muos, che ha contestato la decisione esponendo striscioni e scandendo slogan che vanno da “Vergogna Crocetta”, a “Regione Usa Mafia” e “Crocetta vattene”.

Quest’ultimo riprende il comunicato ufficiale del Movimento No Muos, che chiede le dimissioni del governatore: “Non sappiamo – si legge – con cosa abbia barattato la propria accondiscendenza, ma di una cosa i siciliani possono essere certi: Crocetta è quel tipo di personaggio ambiguo e pusillanime che il nostro Sciascia avrebbe saputo come definire. Chiediamo pertanto le sue dimissioni per manifesta indegnità e per aver tradito il popolo che dovrebbe rappresentare”.

A Niscemi, invece, dalla notte tra mercoledì e giovedì gli attivisti occupano l’aula consiliare. L’occupazione è iniziata dopo il rifiuto della giunta comunale e dei consiglieri di dimettersi in blocco in segno protesta. Il sindaco Francesco La Rosa, al contrario, è partito per Palermo insieme agli attivisti.
Infine, l’opposizione all’Ars è insorta. “Era essenziale – ha affermato Marco Falcone, vice presidente del Pdl all’Ars – bloccare un'apparecchiatura che non è affatto di difesa ma una vera e propria arma d'offesa e apporta esclusivamente nocumento al territorio e alla popolazione”. “Evidentemente – afferma Bernadette Grasso di Gs-Pid – l’obiettivo era tenere conto solo delle valutazioni positive dell’Iss, in modo da sconfessare il parere del mondo scientifico siciliano e della commissione Ambiente e sanità, che aveva già dimostrato la pericolosità del Muos”.
 

 
Prossimi passi. In arrivo le impugnative  e un ricorso all’Ue
 
PALERMO – Il Cga, in attesa della sentenza, durante l’udienza di ieri ha preso atto della revoca del provvedimento di stop ai lavori. Dopo l’udienza, i legali dei comitati No Muos, Nello Papandrea e Paola Ottaviano, hanno parlato dei prossimi passi che intraprenderanno per cercare di fermare nuovamente i lavori.
“L’autorizzazione paesaggistica – hanno spiegato – è scaduta il 18 giugno, quindi l’eventuale prosecuzione dei lavori è da ritenersi abusiva e affinché la marina statunitense riprenda i lavori per il completamento del Muos è necessario avviare un nuovo iter autorizzativo. Si stanno valutando i prossimi passi legali da compiere per impugnare l’atto di revoca della revoca. L’impugnativa non è ancora stata proposta per cui, anche se per noi è un provvedimento con gravi vizi, è comunque valido e operante”.
Anche Legambiente è pronta a dare battaglia. Verrà presentato un ricorso contro le nuove autorizzazioni e una richiesta alla Commissione europea per aprire una procedura d’infrazione. Per quest’ultimo atto, si partirà dalla constatazione che “la realizzazione delle opere del Muos, che ricadono all’interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi, sono vietate dal regolamento dell’area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta”. (rq)
 

 
Il sindaco di Niscemi: non credevo che sarebbe stato Crocetta a tradirci
 
GELA (CL) - è “profondamente amareggiato” il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, dopo “la marcia indietro del Presidente della Regione, Rosario Crocetta”, sulla vicenda del Muos: “Mi sento - dice - solo, abbandonato e arrabbiato”. “Non credevo che alla fine di tutta questa storia - osserva - sarebbe stato proprio Crocetta a tradirci. Proprio lui che in questa battaglia è stato sempre a fianco della nostra città. Sono arrabbiato e lo sono anche i miei cittadini”.
Intanto prosegue a Niscemi, l’occupazione pacifica dell’aula consiliare. Il coordinamento regionale deciderà solo dopo il rientro da Palermo di una delegazione di attivisti, quali ulteriori iniziative di lotta intraprendere per contrastare la realizzazione del Muos. All’interno dell’aula consiliare, nello scranno riservato al presidente del consiglio comunale, c’è uno striscione, con la scritta “Revochiamo Crocetta”. Davanti al Municipio, è stato esposto invece un lenzuolo bianco che annuncia la protesta in atto: “Comune occupato”.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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