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Partite Iva: 4 province siciliane nella top ten delle flessioni
di Gianluca Di Maita

Secondo il Mef, la nostra Isola è la seconda regione in Italia che ha registrato meno aperture a giugno. Ragusa, Enna, Messina e Agrigento: poco spirito d’iniziativa in estate

Tags: Economia, Crisi



PALERMO - Siciliani, popolo amante del lavoro subordinato. Anche in piena estate. In realtà, la flessione dell’apertura delle partite Iva è un caso quasi generalizzato e valido per tutto il suolo italiano. L’osservatorio sulle partite Iva, facente capo al Mef, ha infatti registrato che per quanto concerne la ripartizione territoriale delle nuove aperture, il 42,1% di esse è avvenuto al Nord, il 23,2% al Centro e il 34,6% al Sud e nelle Isole. Confrontando questi dati con il mese di giugno dell’anno scorso, è possibile apprezzare sensibili cali. Questi sono avvenuti soprattutto in Sicilia (-11,4%) e in Umbria (-15,8%), che occupano le prime posizioni. Bene invece la Basilicata che con il +13,4% va in controtendenza rispetto al resto d’Italia.

Scendendo nel dettaglio e andando ad analizzare i dati riguardanti le province, nella top ten di quelle che hanno registrato più flessioni, ve ne troviamo ben 4: Ragusa (-23,4%), Enna (-20,7 %), Messina (-18,7%) e Agrigento (-16,6%).

Nel complesso, rispetto al mese di giugno dell’anno precedente, nel 2013 sono state aperte 39.353 partite Iva, con una calo del -3,8%. Nell’arco dei 12 mesi del 2012, l’incremento delle aperture è stato del +2,2%, quindi c’è da ben sperare e il dato di giugno 2013, come al solito, deve essere preso con le pinze. Proprio in questo periodo di riferimento la distribuzione per natura giuridica delle nuove procedure, si assesta al 74% circa per quanto riguarda le persone fisiche, al 19,2% per quanto riguarda le società di capitali. Tuttavia rispetto a giugno 2012, solo queste ultime hanno registrato un aumento, mentre le prime registrano un forte calo (-22,8%).

Tra i settori in cui si sono venute a creare nuove partite Iva, quello del commercio registra come al solito il maggior numero di aperture. Quest’ultimo presente oltre il 24% del totale, a seguire poi le varie attività professionali (12,9%) e il settore edilizio (9,7%). Per quanto riguarda l’andamento rispetto all’anno precedente, tra i settori più importanti è da segnalare il forte aumento (+50%) delle attività finanziare e assicurative. Un incremento apprezzabile è pure quello che si può constatare nell’ambito del campo sanitario, con un +8,4% rispetto all’anno precedente. Al contrario, le flessioni più rilevanti riguardano il settore edilizio, attività professionali, istruzione e attività artistiche, tutte comprese tra il 6 e il 10%. Crollo totale nel settore del trasporto aereo del 100%, con nessuna apertura di partita Iva nel mese di riferimento.

La ripartizione delle nuove aperture per sesso, registra un predominio saldo e stabile del genere maschile. Il 63,6% delle procedure è stato infatti fatto da uomini. Fa molto piacere che circa la metà delle aperture sia dovuta a giovani fino ai 35 anni, segno di un rinnovato spirito di iniziativa. Un terzo delle partite Iva appartiene invece alla classe 36-50 anni, mentre rispetto al mese di giugno del 2012, solo la classe oltre i 65 anni registra un leggero aumento. Da segnalare inoltre, che nel mese di giugno di quest’anno, sono state 8.806 persone che hanno aderito al regime fiscale riservato ai giovani (il 22% del totale delle nuove aperture).

Quest’ultimo regime è riservato ai lavoratori in mobilità e ai disoccupati. Per 5 anni l’imposta dovuta viene limitata al 5% degli utili dichiarati, esonerando da Iva e Irap.

Articolo pubblicato il 15 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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