Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Cassazione: in more uxorio niente mantenimento
di Chiara Borz├Č

Sentenza agostana della Corte di Cassazione che cambia la consuetudine. Nessun assegno in caso di nuova convivenza e nuovo figlio

Tags: Cassazione, Matrimonio, Divorzio



Palermo - Serve la convivenza comprovata e duratura, meglio ancora se completata dalla nascita di un figlio, per far si che possa venire meno la necessità di corrispondere ad un ex coniuge l’assegno di mantenimento.Lo ha affermato la Cassazione nella sentenza n. 18959/2013 dell’8 agosto.

Un pronunciamento che ha fatto discutere, arrivato dopo l’analisi di un caso in cui è stata la debolezza del rapporto more uxorio di una donna con il proprio convivente a costringere l’ex marito della stessa a corrispondere comunque un assegno di mantenimento pattuito per 1.000 euro. Il confine che definisce quale siano i campi a cui applicare il nuovo pronunciamento della Corte di Cassazione saranno presumibilmente difficili da distinguere nell’immediato. L’attribuzione o il ritiro dell’assegno di mantenimento sarà stabilito in base alle casistiche, si muoverà tra i singoli episodi e dall’analisi delle singole relazioni di convivenza, nonostante la legge abbia determinato un principio chiaro.

Nel contenzioso che è stato osservato, nonostante la donna convivesse e avesse avuto un figlio da un nuovo legame affettivo, l’aver dimostrato la debolezza di questo nuovo rapporto e la saltuarietà con cui la stessa riusciva a lavorare, ha fatto decadere tutte le obiezioni sollevate dall’ex coniuge e confermato la percezione del mantenimento.
I giudici di legittimità hanno ribadito con la loro decisione un principio di diritto pacifico nella giurisprudenza, e cioè che solo la convivenza di fatto giustifica la revisione o addirittura il venir meno dell’assegno di mantenimento solo se abbia carattere di continuità tale da far presumere che il beneficiario dell’assegno tragga da tale convivenza vantaggi economici.

La sentenza agostana della Cassazione farà comunque prevedibilmente discutere. Quel che è stato osservato per giungere ad un giudizio non è stata infatti solo la “qualità” del nuovo rapporto more uxorio della donna, definitivo infine un legame affettivo e non una convivenza stabile nonostante la presenza di un figlio, ma anche la nuova situazione economica della stessa. E’ stato fatto un paragone con la nuova condizione economica e la precedente. Secondo la Corte la donna è stata legittimata a percepire ancora il mantenimento, perché concretamente impossibilitata a procurarsi da sola i mezzi che le consentissero “il più agiato tenore di vita che la florida posizione economica del marito le permetteva” precedentemente

Articolo pubblicato il 23 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐