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Telenovela Irsap: cda salvo ma bersagliato
di Marina Pupella

La nomina di Cicero a presidente e dei consiglieri passa in commissione Affari istituzionali Ars per l’astensione di Forzese. Due missive dell’ex assessore Armao contestano la legittimità “sotto tanti punti di vista”

Tags: Giovanni Ardizzone, Irsap, Maco Forzese



All’indomani del salvataggio del cda dell’Irsap (l’Istituto regionale per le attività produttive che sostituisce i vecchi consorzi Asi), non si spengono i riflettori sulle nomine del presidente e dei consiglieri di amministrazione dell’ente. Lo scorso lunedì, come noto, la commissione Affari istituzionali dell’Ars si era riunita in seduta straordinaria in un Palazzo dei Normanni semideserto, votando quasi in blocco la bocciatura del cda.
 
Ma la decisione del presidente Marco Forzese (Drs) di astenersi dal voto, ha di fatto reso effettiva la costituzione del Consiglio di amministrazione. In commissione erano presenti dieci deputati su 15, in nove- compresi tutti i componenti del Pd- hanno espresso parere contrario alle nomine, ma il voto non è stato determinante per bloccare le designazioni del governatore Crocetta grazie al rifiuto salvifico di Forzese. Servivano, infatti, dieci voti contro per bocciarle definitivamente.
 
"Mi sono astenuto perché la commissione non poteva che prendere atto delle nomine - è stato il commento a caldo di Forzese - atteso che il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, con un comportamento poco corretto ha disatteso un ordine del giorno dell'aula che tendeva a sospendere le nomine dell'Irsap rimandando gli atti alla mia Commissione".
 
Insomma, per il deputato dei Drs le designazioni dei quattro componenti del cda dell’Irsap non sarebbero dovute neppure approdare in Iª Commissione e il governo regionale non avrebbe dovuto andare avanti con le designazioni. Sulla vicenda si è negli ultimi mesi sollevato un vespaio di polemiche, che hanno riguardato in particolare la nomina di Alfonso Cicero a presidente dell’istituto regionale. Uno dei più accorati oppositori è l’ex assessore Gaetano Armao, avvocato e rappresentante legale di Casartigiani regionale e di Agrigento, il cui presidente onorario è Stefano Catuara, già presidente del Consorzio Asi della città dei Templi. Armao, nei giorni scorsi,ha inviato ben due missive al Commissario dello Stato, per chiedere la revoca delle nomine all'Irsap, nonchè la sostituzione del presidente Cicero. La motivazione? “Quella nomina è illegittima sotto tanti punti di vista- spiega -ed è anche “inadeguata”, considerati i grossi interessi che gireranno attorno al nuovo ente. Il primo motivo di presunta illegittimità riguarderebbe la violazione, da parte del governo, dell'obbligo di pubblicare sul sito ufficiale della Regione siciliana, così come previsto dalla legge di stabilità del 2011, la delibera di giunta con la quale si è decisa la nomina del cda dell'Irsap entro sette giorni dall'adozione. La scelta del vertice, poi, sottolinea l'ex assessore, avrebbe dovuto affrontare un attento vaglio dei titoli in possesso del presidente, come prevede del resto la legge regionale n.19 del 1997. Anche perché la legge istitutiva dell'Irsap mette nelle mani del legale rappresentante dell'ente stesso, funzioni delicatissime, come la redazione e la predisposizione degli atti da sottoporre al cda. Funzioni che richiederebbero, aggiunge Armao, oltre al possesso della laurea, anche di “adeguate esperienze nel settore amministrativo”.
 

 
La Lr. 8/2012 prevede solo “comprovata esperienza”
 
Spulciando la famigerata legge n.8 del 2012, che istituisce l’ente, non si fa alcun riferimento alle qualifiche del presidente, per il quale si presume debba valere il principio sancito dalla 19/97, né tanto meno dei consiglieri di amministrazione, la cui prerogativa deve essere quella di avere una comprovata esperienza in materia. E così, leggiamo al comma 1 dell’art.7 che: “Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per le attività produttive, ed è composto da cinque membri dotati di particolare e comprovata esperienza nel settore delle attività produttive, di cui tre scelti tra esponenti nel campo dell’industria, del commercio, dell’artigianato, della cooperazione e dell’agricoltura”. Quindi, per questi non si parla di laurea o Phd, ma solo esperienza maturata in campo.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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