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Quotidiano di Sicilia

Trapani - Pesca: uscire dalla crisi si può con un riconoscimento nazionale
di Vincenza Grimaudo

Approvata l’organizzazione dei produttori della Provincia che conta una produzione pari al 50%. Il presidente Amoroso: “Dopo 7 mesi, siamo in possesso di un sigillo maggiore”

Tags: Titti Bufardeci, Trapani, Pesca, Gianmaria Sparma



TRAPANI – Solo attraverso finanziamenti straordinari si può arrivare a risollevare il settore della pesca. Non sembrano esserci altre alternative per le aziende trapanesi il cui crollo del fatturato del 20 per cento, secondo le stime delle più importanti sigle delle organizzazioni di categoria, impone un radicale cambiamento.

La provincia di Trapani rappresenta sempre una fetta consistente dell’intero fatturato nazionale della pesca e proprio per questo l’attuale situazione di crisi è stata recepita al volo. Ed infatti nei giorni scorsi è arrivato il via libera della commissione Consultiva nazionale della Pesca alle Organizzazioni dei Produttori della pesca di Trapani e Mazara del Vallo. Alla riunione del cosiddetto “Parlamentino” del settore ittico ha partecipato il dirigente generale del dipartimento della pesca della Regione Sicilia, Gianmaria Sparma. Soddisfazione è stata anche espressa dal neo assessore regionale alla Pesca, Titti Bufardeci. “Siamo soddisfatti dall’esito della Commissione – ha dichiarato il  presidente dell’Op Natale Amoroso -. Dopo 7 lunghi mesi di attesa la nostra Op è ora in possesso di un sigillo maggiore rispetto a tutte le altre organizzazioni costituite in precedenza, dato che abbiamo passato il vaglio della Commissione Consultiva centrale della Pesca, passaggio mai avvenuto dal 2000 ad oggi”.
Le organizzazioni di produttori sono costituite da pescatori che si associano liberamente per adottare misure atte a garantire le migliori condizioni di commercializzazione per i loro prodotti. Per essere rappresentativa, l’organizzazione deve contare tra i propri affiliati una percentuale minima dei pescherecci che operano nella zona o garantire che una quantità minima della produzione dei propri aderenti venga venduta nella medesima zona.

“La nostra Op – aggiunge Amoroso - soddisfa entrambi i requisiti in quanto associa 97 pescherecci presenti nel nostro compartimento su un totale di 429 (22,61 per cento), circa 350 addetti, e con una produzione pari al 47 per cento del totale commercializzato attraverso il mercato ittico di Trapani”. Il settore della pesca da anni oramai risente di una strisciante crisi. Tutto cominciato segnatamente dal 2004, anno in cui vi fu un calo di produzione del 15 per cento, con 120 mila tonnellate di pesce catturato. Da allora non c’è più stata una vera e propria ripresa.
 

 
Tutela e sicurezza. Migliorare la qualità dei prodotti
 
TRAPANI - Si apre dunque una nuova era per la pesca di Trapani. “Proprio per questo – aggiunge ancora il presidente dell’Op Amoroso - spero che i nostri futuri progetti vengano condivisi dalla nostra amministrazione. La nostra Op permetterà la concentrazione dell’offerta e potrà permettere al nostro mondo di affacciarsi sul mercato con maggiore potere contrattuale.
I nostri primi obiettivi saranno dunque quelli di prevedere interventi capaci di migliorare la qualità dei prodotti e di tutelare l’ambiente e la salute dei consumatori e questo sicuramente non potrà prescindere da una nuova gestione del mercato ittico di Trapani”. Pare dunque che già si respiri tra gli operatori del comparto anche un certo ottimismo. Elemento questo importantissimo per ritrovato la necessaria spinta sul mercato nazionale ed internazionale. Ancora però la strada verso una ripresa è ancora lunga.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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